L’architettura italiana dei primi anni ’70
Esattamente dieci anni fa la rivista «L’Architecture d’Aujourd’hui» realizzò un numero monografico dedicato, con il titolo Italie 75, all’architettura italiana dei primi anni ’70. Il fascicolo, che ebbe un notevole successo, faceva il punto sulla magmatica situazione della progettazione architettonica in Italia negli anni che avevano seguito il boom economico.
Il quartiere Matteotti a Terni
Le vicende del nuovo villaggio Matteotti a Terni sembrano far parte di tre storie parallele.
Una, tutta sociale, legata alla politica della casa, che vede come attori, in un lungo periodo di tempo, l’amministrazione pubblica della città, la società Terni, gli operai utenti delle abitazioni e le loro rappresentanze democratiche.
Piano edilizio Mantova

Storia dell’architettura a Barcellona
La città come giustapposizione di aree residenziali
Da quando cinque secoli fa la città perse il suo ruolo di capitale, con la presenza di una borghesia emarginata dal potere politico dello stato spagnolo e uno sviluppo industriale autonomo che ha configurato una continuità nazionalista e ad un tempo un oblio del proprio carattere politico amministrativo, con una frana migratoria che viene ad aumentare la contraddizione tra l’isolamento della politica spagnola e la perdita di una propria personalità politica, Barcellona è fondamentalmente un insieme di residenza e industria.
Architettura italiana tra le due guerre
L’architettura italiana tra le due guerre appare divisa tra un avanguardismo falsamente radicale e un ritorno al classicismo sempre più retorico. Rari ed improntati ad una concezione autarchica della cultura i rapporti e gli scambi con le scuole di architettura straniere.
La storia di Mantova
«Mantua me genuit…»
Secondo i poeti, il territorio che gravitava attorno a Mantova al tempo di Virgilio aveva queste caratteristiche: molti gli alberi, come faggi, salici, olmi e nei terreni ben coltivati (strappati alle acque, agli impaludamenti e ai boschi) viti, peri e meli; nei prati offerti spontaneamente dalla natura pascolavano armenti di pecore, di capre, di vacche. Sembra inoltre che le terre coltivate godessero già delle acque regolamentate dall’uomo, mentre il Mincio scorreva ancora libero inondando vasti canneti; un paesaggio decisamente idilliaco che non poteva certo lasciare muti i poeti del tempo.
Le tendenze a Lisbona
Se Barcellona ha segnato in Europa le tendenze architettoniche, urbanistiche e culturali degli ultimi quindici anni, sarà Lisbona la città che farà tendenza nel futuro. Dopo il successo dell’Expo del 1998 con la riconversione dell’area industriale dismessa in un moderno waterfront, il Comune ha atteso qualche anno prima di avviare il programma di riqualificazione del centro storico. In cima alle preferenze dei turisti, Lisbona si sta scoprendo un mercato interessante anche per il real estate.
Interventi pubblici nel secondo dopoguerra in Gran Bretagna

Lavori relativi al Duomo di Firenze
«Presa in esame l’attuale situazione delle lesioni esistenti nella cupola del Brunelleschi e i relativi rilievi eseguiti dal 1975 al maggio 1976, constatato un incremento nelle vecchie lesioni anche rispetto al quadro di rilevazione eseguito nel 1940, si ritiene prudente, in attesa di ulteriori accertamenti sulle condizioni statiche, che venga allontanato il traffico pesante attorno al Duomo. In tal senso si rivolge unanime voto alle autorità competenti.»
Concorso per la nuova città Marne-la-Vallée
Nel quadro dello sviluppo della regione parigina la nuova città della valle della Marna rappresenta un tentativo di riequilibrare verso est lo sviluppo metropolitano degli anni passati cercando di introdurre una scala regionale negli interventi con lo scopo, anche, di superare la politica dei « grandes ensembles » che ha recentemente caratterizzato i grandi interventi nell’area metropolitana.
Pianificazione urbana
Se si indaga sulla formazione della disciplina urbanistica in Inghilterra partendo dal momento in cui viene istituzionalizzata a livello nazionale si presentano due ordini di questioni. Da una parte l’impiego del disegno architettonico condiziona profondamente la definizione di una nuova professione il cui campo di competenze travalica i confini del singolo manufatto edilizio; dall’altra, proprio il disagio dovuto all’’utilizzazione di discipline diverse induce ad una ricerca su esempi di pianificazione significativi, come per stabilire le origini di un linguaggio giunto ormai a maturazione.

