Ponte – viadotto

    La Wien è presente nell’area del parco pubblico sia come fiume (fiume Wien) sia come valle (Wiental). Il compito architettonico si propone l’attraversamento del fiume e della valle: un “ponte” per attraversare il fiume e un “viadotto” per attraversare la valle.

    Il progettista risponde con un ponte-viadotto che, in quanto oggetto architettonico, costituisce parte integrante della composizione di Ohmann.

    Il ponte-viadotto, consiste di tre elementi: ponte di pietra, colonnato, passerella. Il ponte di pietra dalle dimensioni ridotte di un ponte da fiaba supera a volte il basso fluire dell’acqua, a volte ne viene sommerso.

    Il colonnato si sviluppa sopra il ponte: una architettura di colonne che si contrappone alla scura apertura da cui scaturisce la Wien (conduttura interrata sotto il Karlsplatz) e al padiglione di Ohmann. Il colonnato sostiene a sua volta la passerella, concepita come un reticolo o nervatura che attraversa il Wiental. Da essa si dipartono ugelli che danno luogo, a determinati intervalli, a cascate d’acqua (secondo il principio dell’architettura d’acqua di Hellbrun).

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    Al centro del colonnato una colonna scanalata che affonda nella Wien e sostiene una scultura raffigurante un pesce. Nei miei disegni è rappresentato un tipo di pesce volante brasiliano di piccole dimensioni e che vive in acqua dolce.

    Non intendo tuttavia imitare la natura con questo monumento ittico (press’a poco come è stato fatto con l’erezione di uno scheletro di balena nella Rotenturmstrasse, a cavallo dei due secoli), ma riproporre in modo nuovo il tema artistico : regolazione delle acque – fiume – Wien, con riferimento ai lavori degli artisti Terzic, Gironcoli, Pichler o Frank.

    Sotto il profilo costruttivo il ponte-viadotto è una struttura di acciaio con trave scatolata a parete piena disposta in lunghezza e travi a sbalzo laterali (fondazione su colonnato e spalle del ponte). Il ponte e il colonnato sono architetture di pietra con anima di cemento.

    La larghezza del percorso è di tre metri come quella originaria, ma nel tratto mediano è previsto un sensibile allargamento per consentire la sosta ai passanti.

    L’attraversamento è lievemente arcuato (freccia 30 cm); la pavimentazione è in tavole di legno posate a distanza di un centimetro. Il problema della illuminazione del ponte deve essere affrontato contestualmente a quello dell’illuminazione del parco pubblico.

     

    Il principio costruttivo dell’arco poggiato sulle banchine è in accordo con le configurazioni esistenti nel tratto inferiore del fiume Wien e col profilo delle rive, differenziato in larghezza e in altezza in conseguenza delle opere di regolazione delle acque. Le fondazioni sulla banchina non dovrebbero comportare costi eccessivi.

    La costruzione ad arco delinea nel tratto mediano della passerella uno spazio delimitato per poter sostare, discostandosi dal percorso di attraversamento. La larghezza della passerella è quella minima consentita.

    Nonostante la posizione obliqua, il principio costruttivo è impostato ortogonalmente all’asse della passerella stessa, così che dalla direzione del fiume i due archi appaiano leggermente sfalsati.

    Grazie ai balconi a sbalzo le scale-banchina proposte in alternativa si collegano liberamente alla passerella, con ciò accentuando ulteriormente il gioco della obliquità fra la direzione del ponte e l’andamento del fiume. Con le scale-banchina l’impressione generale risulterà più informale.

    Una illuminazione limitata alla passerella comprometterebbe la veduta notturna dell’ambiente circostante, mentre la soluzione riguardante le teste del ponte (e, per la proposta alternativa, le scale-banchina) dovrà essere elaborata nel quadro di una ridefinizione del sistema complessivo di illuminazione delle banchine.

    Nei quattro punti di appoggio del ponte originale il progetto prevede la collocazione di grandi sculture (di un materiale di tipo ceramico), tali da sortire un effetto stradante rispetto alle dimensioni della passerella. Queste sono solo prime indicazioni perché la soluzione definitiva dovrà essere elaborata con l’artista non ancora scelto.

    Il ponte pedonale presenta un impianto rigorosamente ortogonale. Tuttavia nel dettaglio si discosta da questa ortogonalità: in primo luogo mediante le curve della piattaforma centrale, ma anche nella stessa forma costruttiva della passerella.

    Procedendo verso il centro del ponte le ringhiere si restringono impercettibilmente, così da fare apparire il tratto fino alla piattaforma più corto del reale. Il piano di calpestio presenta una lieve inflessione, culminante in prossimità del punto mediano (25 cm), per consentire, anche nel caso in cui molte persone si trovino sul ponte, una buona veduta delle rive.

     

    Tanta cura è stata data ai dettagli delle funi di sospensione e altri elementi. Una trave a “pancia di pesce” tesa inferiormente, realizzata in acciaio, è proposta come struttura portante.

    Il piano superiore di questa struttura – trave a doppia nervatura (50 cm di spessore) con irrigidimenti trasversali, soletta del piano stradale e luce di 37 m – costituisce il percorso di attraversamento pedonale.

    Il piano inferiore, formato dalla piattaforma panoramica, è collegato all’elemento superiore mediante tiranti sollecitati a trazione (funi di sospensione 2 x 60 mm). In tal modo in questo sistema non c’è taglio orizzontale sui montanti. L’asse della struttura portante è coincidente all’asse del ponte esistente. La larghezza proposta consente il completamento dei frammenti di appoggio sottoposti a tutela e lo sviluppo degli elementi di testa del ponte cilindrici in pietra naturale.

    Per mantenere bassi i costi di realizzazione il peso della costruzione è stato ridotto al minimo (230 kg/mq).

     

    Nel definire l’immagine del fiume Wien, Ohmann e Hackhofer hanno introdotto, accanto ai motivi Jugendstil condizionati dalla loro epoca, due elementi fondamentali:

    1.         L’elemento naturale “artificialmente aggiunto”, come le piante collocate sui parapetti di pietra all’uscita e fiori in vaso fra le ringhiere, o come l’architettura ricoperta di verde nella parte finale verso la strada e le piante pendenti sul letto del fiume, ecc.

    Il giardino della Grosstadt fu interpretato consapevolmente come natura progettata. Non vi è perciò composizione di paesaggio intesa come finzione naturalistica, bensì l’impiego di parti di natura (le piante) come elementi architettonici.

    2.         Lo stimolo a passeggiare e a sostare generato da sentieri, rampe a gradoni, padiglioni, nicchie, panchine, punti di osservazione, ecc.

    Nel progettare il ponte si è cercato di stabilire una relazione tra questi elementi. Gli appoggi del ponte preesistente devono essere conservati; è necessario un completamento dei blocchi di pietra, ora simulati in cemento. I parapetti in cemento agli accessi vengono sostituiti da ringhiere di ferro.

    Lungo la passeggiata sul lato della terza circoscrizione i tre gradini devono essere sostituiti a causa dell’accesso più largo della passerella. Il nuovo ponte del parco pubblico non è una infrastruttura di traffico, ma è pensato per chi va a piedi, si tratta dunque di una passerella. Si compone di tre elementi sovrapposti: l’arco, il sentiero, il pergolato.

    L’arco portante è il segno del superamento di un ostacolo. È progettato come trave scatolare incastrata e ciò consente un alleggerimento organico-armonico dall’appoggio verso la chiave. Il sentiero è lievemente sopraelevato, mentre le ringhiere sottolineano una tensione orizzontale.

    Questo passaggio non soltanto incrocia il fiume Wien; la sua “seducente” forma digressiva rispetto alle gradinate invita il passante a scendere lungo il fiume. La posizione obliqua della passerella rispetto al letto del fiume, appena dopo un’ansa, favorisce questa asimmetria; la “velocità” di chi cammina permette di accorgersi della forma del percorso serpeggiante rispetto ai gradini.

    L’alleggerimento prospettico e la distanza tra le fioriere che si riduce man mano che si procede verso il punto mediano della passerella sono pensati per accrescere il piacere del passante che qui è già inteso come chi va a passeggio.

    Il centro della passerella, con due panchine e balconi in grigliato che contrastano con l’asfalto del sentiero, può essere semplicemente attraversato, ma invita alla sosta e alla contemplazione.

    Dal punto di vista costruttivo il sentiero è composto da lamiere grecate zincate appoggiate trasversalmente su profilati a doppio T e ad essi fissate mediante chiodatura.

    Su queste lamiere grecate viene fatta una gettata di calcestruzzo con la necessaria armatura. Ricoprono la soletta lastre di granito di 30 x 30 cm distanziate una dall’altra di 2 cm, con riempimento di mastice d’asfalto. Il pergolato innestato sulla ringhiera è articolato ritmicamente da “finestre”.

    Non avendo alcuna funzione portante e quindi progettato con la massima trasparenza, è composto da archi di ferro con sezione a T di 40 x 40 mm e da cavi di acciaio del diametro di 3 mm. Questi ultimi sono fissati ai profilati a T mediante manicotti a vite.

    Abbiamo inteso fare del sentiero uno spazio con punti di osservazione e il pergolato ci è parso essere un mezzo indicato e poco dispendioso. Un sentiero che, testimoniando il mutamento delle stagioni e offrendo il riparo dell’ombra in estate, collegherà le due sponde del fiume ricoperte di verde “naturale”.

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