Casa fucile da caccia





Come Scandinavia intendiamo qui Svezia, Norvegia e Danimarca (Finlandia ed Islanda si sono sviluppate in un altro senso). Il retroscena è quello del boom economico del dopoguerra, l’ultima fase di industrializzazione, l’urbanizzazione e gli altri cambiamenti all’interno di una società capitalista.
Molti dei modelli comunemente accettati dell’architettura e dell’urbanistica moderna debbono la loro prima origine ai movimenti di riforma del codice edilizio e delle leggi sanitarie sorti nella seconda metà dell’Ottocento. Per questa ragione essi si presentarono alla ribalta come tentativi dapprima di dare una casa alla popolazione urbana e poi di frenarne l’aumento incessante, che alla metà del secolo aveva ormai raggiunto livelli critici.
Werner Kreis, Ueli Schaad, Peter Schaad
Il nostro edificio sulla Lindenstrasse fa parte di un programma residenziale dell’IBA di Berlino. L’impianto generale si basa sul progetto degli architetti berlinesi Kollhoff-Ovaska che vinsero il relativo concorso nel 1980.
1. Nel corso di questo dopo-guerra, per quanto con intensità e modelli diversi, in quasi tutti i paesi europei l’intervento dello Stato ha inciso efficacemente in relazione al duplice obbiettivo di assicurare un’abitazione anche ai ceti meno abbienti e/o moderare, in generale, gli affitti delle abitazioni.
Esattamente dieci anni fa la rivista «L’Architecture d’Aujourd’hui» realizzò un numero monografico dedicato, con il titolo Italie 75, all’architettura italiana dei primi anni ’70. Il fascicolo, che ebbe un notevole successo, faceva il punto sulla magmatica situazione della progettazione architettonica in Italia negli anni che avevano seguito il boom economico.
Le vicende del nuovo villaggio Matteotti a Terni sembrano far parte di tre storie parallele.
Una, tutta sociale, legata alla politica della casa, che vede come attori, in un lungo periodo di tempo, l’amministrazione pubblica della città, la società Terni, gli operai utenti delle abitazioni e le loro rappresentanze democratiche.

La città come giustapposizione di aree residenziali
Da quando cinque secoli fa la città perse il suo ruolo di capitale, con la presenza di una borghesia emarginata dal potere politico dello stato spagnolo e uno sviluppo industriale autonomo che ha configurato una continuità nazionalista e ad un tempo un oblio del proprio carattere politico amministrativo, con una frana migratoria che viene ad aumentare la contraddizione tra l’isolamento della politica spagnola e la perdita di una propria personalità politica, Barcellona è fondamentalmente un insieme di residenza e industria.