La casa del cuore

    Su Rio San Travaso, nella zona dell’Accademia, si affaccia la casa di Paola Coin. Sul terrazzo (nella foto), che gode di una vista unica resa più suggestiva dalla luce che, a Venezia, cambia continuamente, amplificata dai riflessi cangianti dell’acqua, solo due alberi: un vecchio ulivo e una scultura in acciaio di Ron Arad. Sul tavolino, una caraffa e grandi bicchieri di vetro soffiato, disegnati da Aldo Cibic per la linea Paola C-“, il marchio della padrona di casa.

    Il grande spazio aperto, che ha affascinato Paola Coin fin dal primo momento che è entrata in questa casa. “Mi è parsa subito una casa atipica per Venezia: ideale per me che amo i grandi spazi vuoti e luminosi”. Non c’è quasi separazione tra interno ed esterno: unico filtro, le grandi vetrate divisorio ideate dall’architetto Aldo Cibic per ricavare un terrazzo.

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    Ha fatto per anni la pendolare tra Milano, la città dove vive e lavora, e Venezia, la città dove è nata, dove da sempre abita la sua famiglia. Paola Coin, imprenditrice nel settore “design per la tavola”, a Venezia ha una bellissima casa dove torna puntualmente. “È un punto di riferimento importante: le mie radici sono a Venezia e questa casa è l’unica veramente mia, perché le case milanesi le ho sempre prese in affitto”, per sentirsi più libera e per essere sempre pronta a ricominciare da un’altra parte. È, invece, per pura coincidenza che le sue case si affacciano sempre su antiche chiese: a Milano sulla quattrocentesca Santa Maria Incoronata, a Venezia sulla suggestiva chiesa di San Travaso. “È un caso curioso, ma devo ammettere che il suono delle campane mi dà serenità”. Quella di Venezia è una casa contemplativa, la casa del relax: da ogni finestra lo sguardo può spaziare a tutto tondo sul profilo della città. “È capitata nella mia vita per caso. Mai avrei voluto comprare una casa a Venezia, ma quando sono salita qui per accompagnare un’amica e ho visto quest’ultimo piano in un palazzo del 1400, ho subito sentito che questa era la mia casa.

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    C’erano tutti gli elementi giusti: una luce fantastica, tanto spazio e la vista mozzafiato”. Con la collaborazione di Aldo Cibic, l’architetto e amico di sempre, tutto è stato rifatto senza toccare la disposizione dello spazio. Le travi sono state schiarite e il pavimento è stato rivestito con un parquet. Sono stati cambiati gli infissi e per ricavare un terrazzo Cibic ha studiato grandi vetrate-divisorie: in precedenza, infatti, il salone arrivava fino alle colonnine di legno che decorano la balaustra. Non è questo il solo belvedere di casa Coin. Sul lato opposto al salone si apre la zona notte, le cui stanze, con scenografiche vetrate, ruotano tutt’intorno a un meraviglioso giardino pensile: osservatorio privilegiato, questa volta su San Marco. Per l’arredamento, a Paola piace abbinare antico e moderno, con citazioni veneziane e orientali. Tessuti antichi e opere d’avanguardia, vasi di Murano in vetro soffiato e oggetti dell’artigianato indiano. “Ho messo dappertutto i tappeti dhurries, con i colori slavati e polverosi che mi piacciono tanto: in India servono solo a proteggere e coprire i tappeti più preziosi”. E poi, grandi divani, grandi quadri, tutto oversize, perché Paola ama molto il fuorimisura, anche negli oggetti, bicchieri, vetri e ceramiche che produce con il suo marchio “Paola C.”. “Non so perché, forse è una reazione al mio essere fisicamente così minuta”. Per anni Paola ha collaborato con l’azienda di famiglia, il Gruppo Coin. Poi ha scelto di creare il suo marchio: oggetti per la tavola disegnati da Aldo Cibic, che vende in tutto il mondo. Pezzi semplici ma con un plus di valore, tutti fabbricati artigianalmente (le ceramiche a Nove, vicino a Bassano, e i vetri soffiati da maestri vetrai, vicino a Venezia). Paola Coin fa disegnare i suoi oggetti anche dai giovani che seleziona nelle migliori scuole di design, dal Royal College of Arts di Londra, a Fabrica del Gruppo Benetton a Treviso, alla Tonji University di Shanghai. I migliori progetti, che presenta al Salone del Mobile di Milano, entrano a far parte della collezione “Paola C.”. “È stimolante investire nei giovani e dar loro l’opportunità di emergere: è una scoperta, è guardare al futuro”, dice lei che ama “aggiornare” il suo futuro giorno dopo giorno.

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