Passione per i colori

    Il cuoio liso delle poltrone, i cuscini un po’ sfatti, il plaid di pelliccia, il profumo delle candele, le ingenue campanelle sui rami della composizione floreale. Il filo d’intimità che lega il soggiorno e le stanze della boutique londinese “Musa” è la calda personalità della stilista e ricercatrice di oggetti Joy Andrews, la loro proprietaria.

    Oggetti con la patina del tempo, mix-match di stili e materiali, passione per tutto ciò che è colorato, trasparente, il palcoscenico in cui Joy Andrews mette in mostra e vende le sue creazioni e le sue scelte dallo spirito eclettico e trasgressivo.

    Jeans, top di seta e camicia di pizzo: l’abbigliamento di Joy Andrews rispecchia lo stile misto della sua boutique. Dove, tra le pareti lisce e bianche, la stilista inglese ha voluto un caminetto d’epoca. E lo ha accostato al piccolo tavolo da giardino verniciato di bianco che usa per esporre bijoux, candele e altri oggetti, e al vecchio armadio, ancora riverniciato di bianco, che serve come espositore di abiti vintage.

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    Al 31 di Holland Street, in piena Kensington, “Musa” è uno degli indirizzi cult dello shopping londinese. Non cambia che gli altoparlanti diffondano musica salsa o la voce calda di Ella Fitzgerald: appesi dentro armadi rétro o posati su romantici, piccoli tavoli da giardino verniciati di bianco, evanescenti abiti vintage in pizzo, bijoux di cristalli di Boemia, jeans con incrostazioni firmate Swarovski, ma anche lampadari a gocce, vecchi calici di Murano e candele profumate, fluttuano in un’atmosfera chiara e familiare. In tutto uguale a quella che aleggia in casa di Joy Andrews, ideatrice e anima di “Musa”. Eclettica come tutti i viaggiatori curiosi e dotata di un intuito che le permette di anticipare mode e tendenze, Joy privilegia tutto quello che ha una storia da raccontare, che evoca ricordi e fantasie. “Pareti rosso cupo e moquette verde oliva: quando ho acquistato la casa, il décor era quello serioso e un po’ impersonale del classico club inglese”, racconta la stilista. Ora il parquet è chiarissimo, trattato con una tecnica che vela di bianco le assi di legno, e candide sono anche le pareti. Nelle stanze, l’aria vissuta di una bergère di cuoio screpolato sprigiona lo stesso calore del vecchio velluto da tende usato per i cuscini e per doppiare le coperte in pelliccia sintetica. Il tavolino dalle forme panciute, appartenuto alla nonna, dialoga con il lavabo a conca d’ispirazione marocchina. E il fuoco del camino fa scintillare le perle di vetro che tintinnano sui lampadari e decorano i rami delle ricercate composizioni floreali.
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    Nel bagno per gli ospiti, un tavolino con motivo di musharabi. trovato al mercato delle pulci, è il piano d’appoggio per il lavabo a conca in metallo cromato a specchio che Joy ha fatto eseguire su modello di uno visto in Marocco. A destra, il disimpegno che conduce alla zona notte, dove protagonista è il lampadario di cristallo a gocce. E pendenti di cristallo ornano anche l’imponente composizione di ortensie che sovrasta il camino del soggiorno. Il tavolo e la specchiera provengono dalla vecchia casa di famiglia.

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