Una personalità del design

    Negli Anni ’70 ha introdotto il design nei grandi magazzini, negli 80 ha riscoperto creatori di stile dimenticati, nei 90 ha ideato l’immagine di alberghi per il “nomadismo contemporaneo”. Ora Andrée Putman firma una sua collezione di mobili. Le sedie fanno parte della linea “Croqueuse de diamant”, in faggio tinto patinato. Il rivestimento è in finto crine, una fibra sintetica prodotta da Michael Maharam, New York.

    Andrée Putman, la “Signora del design parigino”, animatrice appassionata di un’avventura che dura da più di quarantanni, firma oggi una nuova collezione,”Préparation meublée”. Più che nuova, è la raccolta di alcuni tra i pezzi più significativi creati nel tempo, che ancor oggi si impone nel segno di una vibrante modernità: rigore e raffinatezza, semplicità e ricerca, grazia ed eclettismo. Ripercorriamo alcuni momenti del suo cammino: la prima collezione di design per la catena di supermercati Prisunic nei primi Anni 70, la fondazione di Ecart negli Anni 80 con la riedizione dei pezzi di grandi designer dimenticati, come Eileen Gray, Robert Mallet-Stevens e Mariano Fortuny. Poi i templi del nomadismo contemporaneo, come l’Hotel Morgans a New York e il più recente Pershing Hall a Parigi, dove ancora ha applicato un connubio di rigore e sofisticazione, la ricerca dell’essenziale nella molteplicità dei segni. Quando l’avventura di Ecart è finita nei meandri di giochi finanziari che hanno privato Andrée della propria creatura, la designer non si è lasciata sopraffare e ha trovato nella difficoltà lo stimolo per ricominciare. Con il suo portamento eretto, che è un modo di mai cedere alle avversità, con la sua voce grave che dà a ogni parola il senso dell’irrefutabile, ha scelto il momento “della riapparizione”, come lo definisce. Con questa linea contemporanea e atemporale, la Putman racconta dei momenti di vita e di creazione: dalla panchina creata per il C.A.PC. (Centro di Creazione d’Arte Contemporanea) di Bordeaux, “Banc Eléphant” con il suo schienale smisurato, al divano “Crescent Moon”, un grande spicchio di luna crescente installato nell’ufficio dell’allora ministro della Cultura Jack Lang, al tavolino a geometria variabile (un quadrato che diventa un cerchio, concepito per il catalogo di vendita per corrispondenza Trois Suisses) un pezzo dopo l’altro, la designer firma un itinerario di esigenza, di rigore e di passione.
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    Si chiama “Table ouverte” la serie di tavolini di frassino laccato, impilabili e accostabili. Sono disponibili in assemblaggi monocromi o policromi in vari colori. La sedia è “Towel Caddy”, di acciaio laccato. Il divano bianco completamente sfoderabile e pluricomponibile è “Bataille d’oreillers”, rivestito in cotone o lino in tantissimi colori.

    “Tube et béret” è la lampada di acciaio laccato e diffusore di luce circolare di vetro sabbiato. Il tappeto di lana è “Via lattea” e riproduce un firmamento pieno di stelle. Il tavolo basso è il “Trois carats et demi”, di quercia laccata disponibile in una declinazione di svariati colori. Con questa collezione, Andrée Putman, che il quotidiano francese Le Monde ha definito “la vestale dell’immacolato concettuale”, torna al suo primo amore, il design di mobili. Tutta la produzione è visibile sul sito www.putman.com.

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