Purezza, linearità, assenza del superfluo. Queste sono le linee guida di Jil Sander, la stilista tedesca che ha fatto della moda un segno del rigore, tornata dopo due anni di assenza alla direzione artistica del suo marchio, proprietà del Gruppo Prada. Nella foto, veduta della sede di Amburgo: la facciata dell’edificio. Immersa in un parco che si affaccia sul lago Alster, la villa ottocentesca è stata restaurata nel 1996 dallo studio Gabellini Associates.
“Less is more” è stato l’imperativo del minimalismo. Seguito, copiato, frainteso e infine deprecato. Eppure, se oggi si deve parlare di minimalismo, non bisogna partire da ciò che occorre togliere, ma da ciò che è necessario aggiungere. Niente di più e niente di meno. O almeno questa è la considerazione che nasce guardando lo stile di Jil Sander e soprattutto guardando l’architettura degli interni dei quasi 90 spazi (tra sedi, showroom e negozi) del marchio tedesco disseminati per il mondo, tutti progettati dallo studio Gabellini Associates.

Il cuore dell’azienda pulsa ad Amburgo, sul lago Alster, in una villa di metà ottocento, prima occupata dal ministero delle Finanze del Land e poi debitamente bombardata durante la Seconda guerra mondiale. Qui Heidemarie Jiline, al secolo Jil Sander, prima redattrice e poi creatrice di moda, ha voluto radunare il fulcro della sua attività, iniziata nel 1973. Il restauro e il rifacimento dell’edificio è stato affidato a Michael Gabellini, l’architetto che ha fatto della semplicità, della geometria e della luce i parametri di uno stile fin troppo copiato. Rinnovare o restaurare era il dubbio amletico da risolvere. Ma la risposta è stata semplice: il restauro della facciata e degli interni è andato di pari passo con la totale reinvenzione degli spazi. La luce è il passe-partout che unisce gli ambienti: nascosta o appena celata dissolve le superfici e mette in evidenza gli stucchi e le boiseries della vecchia architettura. In secondo luogo, l’utilizzo di pannelli traslucidi, superfici ondulate e forme sospese delimita tutti gli spazi funzionali. E soprattutto il bianco, onnipresente su pareti, soffitti e pavimenti, rischiara con la sua essenza un’eleganza perfetta. Un minimalismo sembra più un’addizione che una sottrazione, rispettando il vecchio e trovando spazio per il nuovo.

Nella foto, veduta del quartier generale di Jil Sander ad Amburgo. La villa è immersa in un parco di 18 mila metri quadri. Tutti i pavimenti sono fatti in Arria, una particolare pietra calcarea della Spagna. Accanto al restauro degli stucchi e delle boiserie, sono stati inseriti nuovi elementi architettonici per mettere in comunicazione i diversi spazi.
