Concorso internazionale d’idee per la riqualificazione della Place Florence a Fes

L’idea progettuale è semplice e crediamo suggestiva, conseguenza della maggiore importanza che si vuole dare al luogo: pensare degli spazi che invoglino l’aggregazione, la socialità, lo svago, attrattivi e ambiti in un luogo ludico ma anche di affari, dove si può sostare per qualsiasi motivo o per nessun motivo…
Perché non considerare la piazza come un’oasi?
L’oasi è un luogo privilegiato, di sosta e riposo, luogo ambito e cercato, isolato paradiso di rigogliosa natura e ricco di acqua, nell’arido deserto.
Ecco allora che si è voluto riproporre simbolicamente questo luogo, l’oasi, con un intervento di sottrazione che ha permesso di far emergere da un pendio di dune sabbiose una piazza/edificio, uno spazio nuovo che si propone con ruoli molteplici rispetto al precedente, perché è piazza, è giardino, è viale di palme con vari punti di sosta, è luogo di meditazione, di passaggio ma anche centro di affari.
“Nell’oasi” vi è, elemento principale, l’acqua, ed ecco che si è creato al centro della piazza un vuoto circolare, elemento che vuole simboleggiare il pozzo, dal quale si accede ai vari livelli.
Al livello inferiore vi è anche una piazza coperta, con una grande area commerciale, progettata quasi come un souq, con i vari percorsi circolari ed i negozi, con al centro il grande vuoto dal quale entra la luce.

Costruito sul vuoto, un ampio percorso-rampa a spirale che, come un’onda, sale dal basso verso l’esterno coinvolgendo i vari piani e attività, diventando punto di riferimento e di incontro, fino ad emergere sulla piazza appoggiandosi ad una struttura metallica vestita di verde, che ha una duplice funzione: quella di unire i vari piani verticalmente, con pendenza tale da essere utilizzabile anche dai disabili, e quella di creare un “pozzo” di luce centrale.
L’elemento-scultura che veste la rampa è una struttura in ferro sulla quale si farà crescere una pianta rampicante (la passiflora alato-cerulea) la quale, essendo a doppia maglia, crea un pergolato verde che ripara dal sole e dal caldo. La rampa grazie alla sua posizione, diviene a sua volta punto di riferimento visivo, quasi un nuovo landmark: “un’oasi” che si vede da lontano.

Per dare luce sufficiente al piano della piazza coperta, sottostante quella esterna, sul solaio si sono pensate ulteriori aperture circolari di diverse misure, identiche come struttura all’elemento-scultura centrale, ma di dimensioni ridotte, con la stessa funzione relativamente alla capacità di far entrare la luce al piano piazza sottostante, con la maglia metallica vestita di verde e di altezza tale da permettere anche di guardare al piano inferiore ma in sicurezza.

La luce è un elemento dal quale è impossibile prescindere a Fes, e infatti lo studio della luce è un aspetto che ha influito su molte scelte progettuali: in particolare si è disegnata una facciata in funzione della luce, inserendo un elemento dalla forma classica e tipica, ripetendolo come un motivo ornamentale della facciata, e diviene quasi un filtro, un diaframma con molteplici piccole aperture disegnate, che creano una continuità visiva e spaziale con l’esterno.
L’interno è schermato e protetto dal sistema di aperture che lasciano filtrare la luce naturale e l’aria, ma in proporzioni tali da mitigare la violenza di entrambe, permettendo invece a chi si trova all’interno di goderne i benefici. Ugualmente la serie di aperture circolari sulla piazza permettono alla luce di penetrare nel piano sottostante. L’incrociarsi delle luci zenitali dal soffitto con la luce radente che entra dalle facciate, l’intersecarsi dei percorsi tra negozi e giardini nel souq, crea un effetto originale di luci e ombre, di riflessi tra le vetrine e giochi d’acqua che, crediamo, sarà sorprendente e “magico”, contribuendo a fare del luogo una meta piacevole e richiesta.

Si può giungere alla piazza-oasi, a piedi, solo attraversando i quattro ingressi che sormontano i pendii-duna terrazzati a verde. Gli ingressi sono tutti diversi tra loro: a rampa, a ponte, a scalinata; da uno di loro si accede direttamente al piano della piazza commerciale coperta, entrando a fianco della struttura-teatro o sala conferenze; un altro parte dalla passeggiata del viale Hassan II e si innalza a ponte sulla strada, attraversandola per poi scendere dolcemente verso la piazza. In auto si accede ai due piani del parcheggio sotterraneo direttamente dal viale Hassan II, entrando con una rampa al centro della struttura da dove, con percorsi guidati, si può facilmente collocare l‘auto: si è in quel punto ridisegnata l’area, togliendo il parcheggio esistente e inserendo un giardino esterno alla piazza-oasi, che diviene zona di ingresso alla piazza con una scalinata ampia e importante; il giardino si è disegnato seguendo sempre la maglia di mt. 4×4 che ha guidato l’impostazione e l’orientamento del verde di tutta la piazza.

Sulla piazza si è creato un asse principale orientato verso est, verso la città santa della Mecca: si evidenzia per la creazione di un percorso d’acqua che, attraversando due elementi-pergolato, giunge ad un ultimo vuoto circolare nel quale si getta, creando una cascata circolare che giunge alla vasca sottostante, la quale raccoglie l’acqua e, con pendenza opposta, la indirizza verso est fino a trovarsi nuovamente al livello superiore e… ripartire. Un gioco di rimandi simbolico, che permette all’acqua di essere protagonista, come percorso e come presenza visiva e sonora, attutendo così anche eventuali rumori delle auto in ingresso/uscita dai parcheggi.
Caratteristica dell’oasi, con la presenza dell’acqua, è il verde, i palmeti con la loro ombra, le zone di sosta e riposo: si è così pensato di articolare la piazza esterna, con varie zone ben definite di prato e piccole collinette che degradano dolcemente, con panchine nelle aree intorno alle aperture a pergola. Queste zone “naturali” abbracciano ai quattro lati l’asse principale verso est, dove si è invece costruito, per contrapporlo gerarchicamente, un giardino ordinato e simmetrico. Abbiamo inserito lo stesso giardino al livello del piano commerciale: così anche nell’area commerciale coperta-souq c’è un richiamo al verde e all’oasi.
Lungo i quattro lati esterni, dove si è creato il pendio/duna, si sono articolati dei terrazzamenti irregolari, sui quali vi sono zone delimitate a verde, con palmeti della vegetazione arborea che include specie ornamentali tipiche.
