“Nessun materiale ha più potenzialità del cemento”, sosteneva Marcel Breuer. E la vertiginosa parabola della chiesa di St. Francis de Sales nel Michigan ne è la prova. Di origine ungherese, considerato in Usa tra i grandi architetti moderni, Breuer (1902-1981) in Europa è conosciuto quasi esclusivamente come designer. Un’analisi completa della sua opera è proposta per la prima volta dalla mostra Marcel Breuer-Design and Architecture in corso al Vitra Design Museum di Weil am Rhein (Germania, www.design-museum.de, fino al 25 aprile).
Aveva solo 23 anni il giovane professore del Bauhaus Marcel Breuer quando, nel 1925, disegnò la poltrona “Wassily”, la prima seduta costruita impiegando il tubolare d’acciaio. Racconterà più tardi che l’idea gli venne guardando il manubrio della sua bicicletta e non si era aspettato che fosse accolta positivamente, perché “troppo estrema, troppo poco artistica, troppo logica” rispetto ai mobili di quei tempi. Perfetta formulazione dell’estetica funzionalista, riduzione della poltrona ai suoi elementi strutturali, la “Wassily” resta una pietra miliare nella storia del design. Nonostante un inizio così promettente come designer, l’interesse di Breuer virò ben presto e pressoché esclusivamente verso l’architettura, in particolare dopo il suo trasferimento negli Usa nel 1937. Infatti, nell’America del secondo dopoguerra Breuer progettista raccolse i maggiori successi, tanto da essere considerato tra i Maestri che più contribuirono all’affermazione dell’architettura moderna. Il marchio di fabbrica di Breuer fu l’utilizzo del cemento, di cui sfruttò appieno le possibilità strutturali per dare vita a straordinarie creazioni spaziali, caratterizzate da imponenti volumi e spigoli taglienti e da facciate geometricamente modulate. Parlando della sua architettura affermò che “c’è piacere creativo nello sfruttare a pieno un sistema strutturale. Non acrobatismo, ma una ricerca di possibilità”. Una frase che può essere applicata anche al suo lavoro di designer. Tanto che Mathias Remmele, curatore della mostra in corso fino al 25 aprile prossimo al Vitra Design Museum di Weil am Rhein, scrive nell’introduzione al catalogo: “I mobili e gli edifici di Breuer sono legati dalla passione per la costruzione e dall’istinto straordinario per l’innovazione”.

Insegnante di architettura ad Harvard, nel 1937 Breuer progettò in collaborazione con Walter Gropius la propria casa a Lincoln (Boston). Prima opera americana dell’architetto e quindi pensata come una sorta di “biglietto da visita” del proprio modo di fare architettura, la villa è caratterizzata dall’ampio e luminoso soggiorno a doppia altezza e dall’aggregazione funzionale degli spazi. L’arredamento è fatto di mobili in multistrato disegnati da Breuer nel 1935. Tra le opere maggiori, figurano la Biblioteca di Atlanta e alcuni grandi monasteri negli USA, le sedi dell’Unesco a Parigi e dell’IBM a La Gaude in Francia. Le sue ricerche sulle possibilità del cemento devono molto alla collaborazione con l’ingegnere italiano Pier Luigi Nervi, maturata durante i lavori per la sede dell’Unesco e proseguita con il progetto della St. John’s Abbey (in FOTO, la biblioteca del monastero). Le immagini del servizio sono tratte dal catalogo della mostra: Marcel Breuer. Design and Architecture, a cura di Mathias Remmele, edizioni Vitra Design Museum, 59 euro.

