Le case, da cinque a nove piani, sorgono con muri a strapiombo dalle strade anguste fino ad una altezza dai 20 ai 50 metri. Esse sono usualmente occupate da una sola famiglia che può includere un figlio sposato o altri parenti.
Tecniche costruttive e motivi decorativi sono vecchi di secoli, legati alle immutabili necessità ed usi degli abitanti. Sebbene assiepate lungo i fronti stradali, le case hanno ampia vista sui giardini comunali ed i frutteti di proprietà delle moschee.
I livelli più bassi sono costruiti in pietra, a volte fino ad una altezza di 13 metri, e sono sovente intonacati di bianco.
Le murature più in alto sono di mattoni cotti con decorazioni a rilievo, anch’esse dipinte di bianco.
I tetti sono piani ed impermeabilizzati con una mistura di argilla e pietra frantumata. Sono usati dalle donne per asciugare i panni, e a volte vi sono coltivate in vasi erbe e piante aromatiche.
Le pareti interne sono abbondantemente intonacate, cosicché gli eccessi di caldo e di freddo che si riscontrano nelle zone di montagna, raramente si avvertono all’interno della casa.
Non c’è riscaldamento, benché il clima invernale sia discretamente freddo.
L’atrio d’ingresso al pianterreno è fiancheggiato da stalle per gli animali, di solito piccoli locali chiusi da porte in legno.
C’è un pozzo, cosicché l’acqua può essere attinta sia per gli animali che per i residenti.
Uno o due archi attraversano l’atrio d’ingresso per reggere le principali pareti interne e le scale che conducono ai piani superiori. Esse sono in pietra ed hanno alzate tra i 25 e i 33 cm. Tuttavia le rampe sono brevi e i pianerottoli frequenti, e la salita in una casa alta non è faticosa.
Sulle pareti in alto, lungo le rampe, si trovano griglie in legno che permettono alle donne ai piani di sopra di vedere chi si trova sulle scale senza essere viste.

Nelle case grandi il pilastro centrale della scala è frequentemente largo fino a due metri e può contenere nicchie in cui si accovacciano le guardie per controllare il movimento sulle scale.
Il primo livello e spesso un piano ammezzato, perché l’atrio di ingresso occupa una doppia altezza.
Non vi sono soggiorni, ma è usato per depositarvi il grano, e nelle case grandi può includere un locale di guardia.
Al piano successivo sono i principali soggiorni, raggiungibili attraverso un ampio disimpegno separato dalla scala con una piccola persiana in legno. Questa porta e le altre dei soggiorni sono frequentemente decorate con bei motivi intagliati e sono fatte girare su ganci appesi in asole chiodate alla parte anteriore del telaio fisso. E’ quindi facile rimuoverle se necessario.
In un angolo del disimpegno c’è un condotto verticale che scende al pozzo dell’atrio d’ingresso e continua lungo l’altezza della casa, cosicché l’acqua può essere portata ad ogni livello, compreso quello della cucina che è quasi in cima.
La stanza più importante a questo livello è il soggiorno della famiglia, nella quale gli estranei entrano solo in occasioni particolari o per riunioni di affari.
Accanto a questo c’è un localino per preparare le bevande e riporre la carbonella per le pipe ad acqua.
Nello Yemen tutte le stanze, sia che vengano usate per mangiare, per sedersi o dormire, o per tutti e tre questi usi, sono arredate al medesimo modo.
Il pavimento vicino alla porta è usualmente tenuto sgombro per permettere che vi vengano lasciate le scarpe, appena dentro la stanza.
Parte o tutto il rimanente è ricoperto di tappeti, con un sedile continuo lungo le pareti fatto di materassi riempiti di lana e coperti con strisce di tappeto. Dietro, contro il muro, ci sono cuscini verticali riempiti di cotone e coperti di tessuto di cotone chiaro, e sopra questi sono a volte collocati dei cuscini più piccoli che servono da poggiatesta. Vi sono poi cuscinetti duri che servono come braccioli.
A questo piano si trova anche il gabinetto-bagno. Pareti e pavimenti sono rivestiti con una mistura di argilla e alabastro che può essere lavata senza difficoltà. Il tipo di latrina consiste in una piattaforma di pietra squadrata con un buco che si apre in una feritoia verticale. Essa scende fino ad uno stanzino a livello della strada, nella quale l’escremento asciutto viene raccolto e infine usato come combustibile nei bagni pubblici. La piattaforma quadrata ha sul lato anteriore una sezione inclinata che porta i liquidi verso un canale nel pavimento di pietra dal quale passano attraverso una apertura nel muro esterno per scorrere lungo una superficie di drenaggio verticale sulla facciata esterna dell’edificio. Frequentemente questi drenaggi sono elegantemente modellati e decorati.
Ci si lava accovacciati su un paio di pietre quadrate, di fronte ad un cilindro di pietra su cui è appoggiato un recipiente d’acqua.
Sopra il soggiorno principale ce il “diwan”, stanza di ricevimento usata da uomini e donne per celebrazioni familiari come nascite e matrimoni. Il piano sopra il “diwan” contiene le stanze più piccole per donne e bambini e la cucina. Quest’ultima è annerita dal fumo, con una stufa in muratura dotata di una serie di tre o quattro fori rivestiti di terracotta; c’è possibilità di accesso alla base di ogni cilindro, cosicché i carboni ardenti possono essere inseriti o tolti durante la cottura. Vi è normalmente una sola cucina in ogni casa, per quanto grande, ed è usata da tutte le donne. Ci sono varie ragioni per le quali la cucina è collocata due piani sopra il soggiorno: la necessità di servire i rinfreschi su nel “mafraj”, la stanza principale per ricevimenti, cosi come giù al “diwan”; e, più importante, il desiderio di tenere il fumo quanto più è possibile lontano dalle finestre dei soggiorni.
I camini della cucina sono collocati sul lato nord del “mafraj”, dove non ci sono finestre.
Il “mafraj” è in cima alla casa, e consiste in una lunga stanza con grandi finestre provviste di persiane su tre lati per dare ampia vista sul paesaggio e sui tetti intorno, abbellite con bei lavori a stucco e vetri colorati. Ad una estremità si trova un disimpegno, separato dal “mafraj” da porte con due doppi battenti, che vengono usualmente aperte quando la stanza è adoperata, per permettere la vista attraverso le finestre del disimpegno.
Il “mafraj” è la principale stanza di ricevimento degli ospiti, e contiene i più begli oggetti della casa. Essi sono a volte collocati su vassoi di rame stagnato, decorati con incisioni di motivi floreali o geometrici appoggiati su sostegni a tre gambe.
