GENOVA, CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA NEL 2004

    Genova si è svegliata e lancia la sua sfida. Vuole dare uno schiaffo morale a quelli che la considerano una città chiusa, grigia, polverosa. E celebra il 2004 come Capitale Europea della Cultura, decisa a stupire con un fittissimo calendario di eventi culturali, mostre, convegni, festival, incontri. Genova desidera far conoscere il suo passato, ma ci tiene a dimostrare che è proiettata nel futuro. Una città industriale e commerciale, con un grande porto, ma anche con un patrimonio artistico, architettonico e culturale invidiabile, che pochi conoscono. Tesori custoditi nei palazzi nobili che avevano conquistato Rubens, ma anche in quel labirinto di “caruggi” dell’angiporto, nel centro storico che è il più denso d’Europa per struttura e popolazione. “Nel 2004 bisogna rendere leggibili i misteri della città senza rinunciare al nostro pudore”, ha dichiarato un genovese illustre come Renzo Piano. “La discrezione e la segretezza sono una caratteristica dei genovesi che non possiamo dimenticare”. E infatti, Genova è sempre stata schiva nel mostrarsi. Oggi il volto della città è cambiato con centinaia di restauri, interventi urbanistici e architettonici. È la nuova immagine della loro città che i genovesi vogliono comunicare: e questa volta ci credono. Dentro la Lanterna, il simbolo antico della città, e nelle sue fortificazioni verrà inaugurato un museo della “genovesità”. La città continua a puntare sull’industria e sul porto rinnovato, ma intanto, con il “Progetto Leonardo”, l’intera collina degli Erzelli, alle spalle dell’aeroporto, verrà trasformata da Renzo Piano in un parco tecnologico con ben 12 torri. E mentre a Palazzo Ducale si celebra Rubens e il suo tempo con una mostra memorabile, Genova si prepara a celebrare in maggio – con quell’understatement che da sempre la contraddistingue e con una mostra antologica a Porta Siberia, nel Porto Antico – il grande protagonista della trasformazione della città, proprio l’architetto Renzo Piano. Ma non basta: potrà anche vantarsi di essere la prima città d’Italia con un museo del design, perché in fondo l’industrial design è nato qui, con la Vespa e i blue-jeans. Genova “la Superba” ci racconta anche la storia di un’epoca d’oro: quella dei Transatlantici e quella nostalgica degli emigranti che partivano per “le Meriche”. Ma non dichiara, perché è restia a vantarsi, che il suo Museo del Mare – nella Darsena, nello storico cantiere Galata dove venivano costruite le galee – sarà il più grande d’Europa. Andare a Genova è come fare un viaggio nel viaggio, che poi è il filo conduttore di tutti gli eventi. Un viaggio nell’arte, nella storia e nella cultura legata alla navigazione. Un viaggio nella musica, nella poesia e nel teatro. Un viaggio nella città contemporanea, con una mostra evento legata al rapporto fra arte e architettura, che vedrà provocatorie installazioni in tutta la città di architetti e artisti internazionali: a partire dal “Teatro del Mondo” di Aldo Rossi a una torre di Dennis Oppenheim, a opere di Oldenburg e Gehry. Un viaggio nel futuro, fra i più recenti traguardi della ricerca, con il Festival delle Scienze. Un viaggio ungo un anno e molto di più: l’effetto “Ge Nova” (come suggerisce il nuovo logo disegnato da Pierluigi Cerri), città nuova in evoluzione, ha tutte le premesse per lasciare il segno oltre il 2004.

    Nella foto, la Biosfera, “bolla” tecnologica, progettata da Renzo Piano nel Porto Antico, accanto all’Acquario: un angolo di foresta amazzonica animata da farfalle, iguane e rare felci arboree.
    Nella zona del Molo, dovrebbe approdare anche l’Istituto italiano per le Tecnologie.

    Biosfera di Renzo Piano

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