Bolzano

Partecipazione al Concorso per il progetto per il Centro Multiservizi per l’Azienda Energetica S.p.A. – Etschwerke AG di Bolzano per la sede operativa di Merano.

Il Centro Multiservizi, è stato pensato come un organismo articolato in grado di rispondere alle richieste dei soggetti interessati alla sua costruzione.

La tipologia distributiva è il risultato di un progetto sartoriale che è intervenuto costruendo un puzzle quasi già delineato, disegnando con grande attenzione un involucro edilizio che cerca di integrarsi senza contrapporsi all’edilizia circostante e che, utilizzando la grande copertura risultante a giardino pensile, crea con questo un luogo di incontro e di socializzazione interno-esterno, e così cerca e propone un  dialogo con la città ed i suoi abitanti.

 

Bolzano è adagiata in una vastissima ed ariosa conca, che ha per sfondo lo scenario stupendo del Catinaccio, ed è bagnata dal Torrente Talvera, qui confluente nel Fiume Isarco, il quale si getta, un poco più avanti, nell’Adige.

Tu leggi Bolzano e Bozen, sui cartelli indicatori di questa città. Il che significa che la popolazione di Bolzano, come del resto quella di tutto l’Alto Adige, è bilingue, e cioè parla due lingue: l’italiano e il tedesco.

Scritte bilingui si trovano, inoltre, sulle insegne dei negozi, sui cartelloni pubblicitari, negli avvisi stradali; dovunque, insomma. E questo perchè è stato così convenuto, allorché venne concessa l’autonomia alla regione.

Pur vivendo in territorio italiano, infatti, ed essendo quindi di nazionalità italiana, la popolazione dell’Alto Adige parla la lingua tedesca da troppi secoli, perchè possa rinunciarvi. Ed è giusto che non rinunci alla lingua dei suoi padri, anche se, molto più anticamente, la lingua in questo territorio era il latino, come dimostra il nome di

Bauzanum, con cui un tempo la città era chiamata.

Castrimi Bauzanum anzi, fu il nome che designò un accampamento-fortezza costituita nel 14 avanti Cristo dal console romano Druso. Lo stesso console costruì, nelle vicinanze, anche un ponte, chiamato Pons Drusi. L’idea di fondare una stazione militare proprio sulla confluenza del Torrente Tàlvera con l’Isarco era eccellente, poiché si trattava di un punto obbligato di passaggio per chi scendeva d’Oltralpe da due dei più importanti passi alpini: quelli attuali del Brennero e di San Candido.

Fino al V° secolo dopo Cristo la nuova città fu romana.

In seguito, come sai, irruppero i barbari nella nostra bella Penisola, e i Longobardi furono quelli che, impadronitisi della città, vi tennero il più lungo e incontrastato dominio.

Nel secolo VII un altro popolo barbaro, o meglio semibarbaro, quello dei Baiuvari, riuscì a cacciare i Longobardi e ad annettere Bauzanum al proprio dominio.

Ma le aspre contese fra Baiuvari e Longobardi si protrassero ancora a lungo, alternando sulla città, ora il dominio degli uni ed ora quello degli altri.

Alla fine Bolzano fu unita al Ducato di Trento e a questa città rimase unita anche quando, al ducato successe il principato-vescovile, che ebbe inizio subito dopo il Mille.

C’era però qualcuno che vigilava, da nord, pronto a scendere a valle per impossessarsi della città.

Si trattava dei Conti di Tirolo, i quali, proprio in quell’epoca andavano estendendo i loro domini verso sud.

Per qualche secolo i vescovi di Trento riuscirono a governare in pace anche Bolzano, favorendone il progresso e il benessere.

Fu nel secolo XIII che, anche approfittando delle continue discordie fra le maggiori famiglie trentine, i Conti di Tirolo riuscirono ad avere la meglio su tutti e a stendere la mano dominatrice su Bolzano.

Devi sapere che quei Conti di Tirolo erano di razza tedesca e quindi parlavano tedesco. Fu così che, a poco a poco, anche la popolazione dell’Alto Adige, alla quale si aggiungevano via via gruppi di Tedeschi, cominciò a parlare, insieme al ladino di origine romana, anche la lingua tedesca.

Nel 1363, allorché i Conti Mainardi di Tirolo si estinsero, il predominio sul territorio di Bolzano passò agli Asburgo austriaci, i quali da allora assunsero anche il titolo di Conti di Tirolo.

L’ultima parvenza dell’autorità vescovile di Trento su Bolzano cessò definitivamente nel 1531, allorché Bernardo Clesio cedette agli Asburgo ogni potere e ogni diritto sulla città e sul territorio.

Da allora l’Alto Adige seguì per secoli il destino del Tirolo e dell’Impero Austriaco degli Asburgo.

La particolare posizione di Bolzano, a breve distanza dalla biforcazione che vede risalire, verso nord-ovest la vallata dell’Adige e verso nord-est la vallata dell’Isarco, favorì sempre la grande attività commerciale della città.

Sin dal Medioevo, infatti, Bolzano attrasse con le sue fiere ed i suoi mercati i commercianti di ogni paese. In special modo erano Venezia, Firenze e Genova, floride repubbliche i cui commerci si irradiavano per l’intera Europa, che avevano tutto l’interesse di passar di lì, attraverso quell’importante incrocio di vie, e di svolgere i loro affari in quel vivacissimo centro di scambi.

Non per nulla all’istituzione del Magistrato Mercantile, che concedeva a Bolzano rari privilegi, presero parte anche vari mercanti genovesi e veneziani.

L’inizio del secolo XIX fu piuttosto agitato per Bolzano e per il suo territorio.

In quel periodo le guerre napoleoniche travolgevano gran parte dell’Europa. E Bolzano, da secoli appartenente all’Austria, passò nel 1805 al Regno di Baviera.

Incitato dall’Austria insorse allora contro il nuovo oppressore l’eroe nazionale del Tirolo: Andrea Hofer, che pagò con la vita il suo ardore patriottico.

Dopo un breve periodo (1810-1813), durante il quale fece parte del Regno Italico, fondato da Napoleone, Bolzano ritornò all’Austria e sotto di essa rimase poi ininterrottamente per oltre un secolo.

Nel1918, inseguito alla vittoriosa guerra d’indipendenza contro l’Austria, Bolzano e il resto dell’Alto Adige furono uniti all’Italia.

La città fu eretta a capoluogo di provincia nel 1927.

Nonostante le gravi distruzioni causate dall’ultima guerra, Bolzano, risorta più bella che mai, ha oggi un fiorentissimo aspetto di attiva e simpatica città moderna. Ma alla magnifica tradizione commerciale, sempre tenuta viva, Bolzano aggiunge oggi una straordinaria vitalità industriale.

Che fervore di cantieri e di stabilimenti, infatti, nei dintorni della zona ferroviaria. Alle officine metallurgiche e alle acciaierie, ecco che si alternano stabilimenti per la lavorazione dell’alluminio e della masonite; stabilimenti per la fabbricazione della cellulosa, dei materiali edilizi, di autocarri e di calzature.

In rapporto allo sviluppo industriale, la città, pittoresca e signorile con il suo aspetto in parte nordico e in parte italiano, si è poi ultimamente ampliata in una zona nuova, che comprende grandiosi edifici moderni e un vasto quartiere operaio.

Queste costruzioni si protendono verso una campagna ubertosissima di vigneti e di frutteti, che si susseguono senza interruzione fino a Merano: frutteti che danno una frutta bellissima, parte trasformata in marmellate e parte troneggiante in bella mostra alla Fiera Campionaria Internazionale allorché, in settembre, Bolzano allestisce la rassegna, ormai famosa, dei suoi prodotti e delle sue attività commerciali.

In settembre il tempo è splendido: cosicché i turisti, attratti anche da un vivace raduno folcloristico, affluiscono numerosissimi a Bolzano. Già vi erano passati a migliaia nei mesi precedenti: sia per andare sia per tornare dalle Dolomiti.

Ma allora faceva ancora caldo; a settembre, invece, una sosta è particolarmente dolce. Si contempla laggiù, a dominio della Valle dell’Isarco, lo scenario del Catinaccio, il favoloso regno di Re Laurino, che varia di colore ad ogni ora del giorno, e intanto si passeggia per le vie gaie, animate, piene di sorprese.

Visitiamo la città

Nessuna altra via o piazza rispecchia il carattere di Bolzano con maggior chiarezza, della grande e movimentata Piazza Walter. Vi si arriva dalla stazione, diritti lungo il viale alberato che attraversa i Giardini Pubblici, e subito, guardando all’intenso via vai di macchine e di persone entro la vasta cerchia di quelle linde palazzine di vario stile, si ha la sensazione di essere giunti in una città vivace, ospitale, simpatica.

Quel grandioso tempio che domina Piazza Walter da sud, sormontato da un magnifico campanile con la cùspide graziosamente traforata, è il Duomo, dedicato all’Assunta. Avviamoci a visitarlo. Si tratta, come vedi, di una chiesa gotica costruita nel secolo XIV. La sua facciata, adorna di un bel portale sovrastato da un rosone, ci presenta anche una lunetta rappresentante la Madonna col Bambino. È, questo, un affresco di Michele Pacher, considerato il più grande pittore e scultore altoatesino.

Altri leggiadri portali si aprono sui due fianchi del Duomo, presso la base del campanile e, poco più in là, sotto un arco decorato da motivi di vigneti con vignaioli, anche sul presbiterio, assai bello.

Nell’interno del tempio, a tre navate, troviamo poi un’opera d’arte che ci ricorda la cuspide traforata del campanile. È un elegantissimo pulpito gotico, creato, infatti, dallo stesso artista che ideò il campanile: Giovanni Lutz.

Le pareti sono decorate da numerosi affreschi, opere di pittori nordici e italiani, mentre l’altare del presbiterio, maestoso e marmoreo, è ornato da 12 grandi statue.

Dopo esserci soffermati ancora un po’ nella bella Piazza Walter e nei dintorni, scendiamo per Via della Posta, presso il Duomo, sino alla Chiesa dei Domenicani. Nonostante le gravi ferite subite dai bombardamenti dell’ ultima guerra, questo tempio gotico (fatto costruire nel 1200 per gli italiani di Bolzano da ricchi mercanti fiorentini) ci offre la vista di un vero gioiello d’arte: la stupenda Cappella di San Giovanni, interamente affrescata da pittori romagnoli del Trecento, con storie di santi e altri argomenti sacri.

Subito fuori dalla cappella sosteremo nel quieto e suggestivo Chiostro, i cui portici recano anch’ essi numerose tracce di affreschi.

Bolzano: la pittoresca Piazza del Municipio, con case affrescate.

Ebbene, avviamoci a visitare il Palazzo in cui risiedeva l’autorevole magistrato. Percorsa, dalla Chiesa dei Domenicani, la Via Goethe, usciremo in breve nella pittoresca e vivace Piazza delle Erbe, centro, un tempo, della vita della città.

Si tratta, però, di una piazza che, ancor oggi, vede svolgere un mercato importantissimo per Bolzano : quello della frutta. Ti raccomanderei, anzi, di non mancare ad un giorno di mercato, se non vuoi perdere uno spettacolo molto interessante. Che gaio movimento, infatti, e che brulichio di gente, fra l’una e l’altra delle cento bancarelle, sulle quali la frutta torreggia in magnifici esemplari multicolori!

Quella fontana là, a destra, è, come vedi, dedicata a Nettuno, il dio del mare.

Da Piazza delle Erbe ha inizio la famosa Via dei Portici, antico e attuale centro commerciale della città. È una lunga arteria ricca di negozi e con caratteristiche case dei secoli XVI e XVII, adorne di fregi e di bei portali. È qui che incontriamo il Palazzo Mercantile, oggi sede della Camera di Commercio. È un’armoniosa costruzione barocca con un leggiadro cortile a loggiati e con sontuose sale che assistettero a riunioni decisive per i quattro celebri mercati che si tenevano due in primavera e due in autunno per complessivi due mesi, nella città.

Subito dopo sbocchiamo nella Piazza del Municipio, col bel Palazzo Municipale sovrastato da una torre. Proseguendo per Via Streiter, l’ex Via dei Carrettai, di cui abbiamo già parlato, dove sorge il Municipio Vecchio della città, giungeremo alla Chiesa dei Francescani, preceduta da un cortile con varie lapidi tombali ed un portico.

Questo tempio, fondato nel 1221, ma ricostruito in forma gotica nel1348 inseguito a un incendio, deve il suo nome al fatto che San Francesco, a quanto si narra, venuto fanciullo a Bolzano in compagnia del padre mercante, servì messa nella più antica cappella della chiesa, quella di Sant’Erardo.

Entriamo nel suggestivo interno ad ammirare nella Cappella della Vergine, il magnifico altare in legno intagliato. Esso raffigura alcune scene della vita della Madonna e di Gesù.

Usciremo, quindi, nel Chiostro, tutto luci ed ombre, limitato da portici e leggiadre colonnine gotiche.

Via dei Francescani ci guida, in breve, alla Piazza della Madonna, sulla quale si affaccia il Palazzo Toggenburg circondato da un grande parco.

Risiedeva qui, un tempo, la corte di giustizia della nobile famiglia trentina dei Vanga, i quali dominarono a Bolzano nel secolo XIII.

Subito di fianco, infatti, ecco che a loro ricordo troviamo la Via Vanga, che ci fa uscire quasi di fronte alla rossa Chiesa del Sacro Cuore, vigilata da due possenti campanili.

Poco lungi, per Via del Museo, arriviamo poi al Museo dell’Alto Adige, interessante raccolta di testimonianze preistoriche e romane della vita alto-atesina. Il Museo conserva, inoltre, numerose opere d’arte (in pittura ed in scultura), opere artigianali di oreficeria, legno, ceramica e caratteristici prodotti del folclore.

Sei un po’ stanco? Ebbene, qualche passo ancora oltre il Museo, ed eccoci sul Lungotalvera Bolzano, magnifica passeggiata che costeggia il corso del Torrente Talvera, adorna di alberi, di aiole e di panchine. Da essa, inoltre, puoi godere di una magnifica vista verso la città e i monti circostanti.

A circa metà passeggiata si eleva, in mezzo a un fitto vigneto, il Castel Mareccio, massiccia costruzione del sec. XIII, con quattro torri cilindriche dal tetto aguzzo e una quadrata torre romanica, dominante l’intero fabbricato.

Una volta riposati, se il tempo e l’ora te lo concedono, prosegui sino alla fine del Lungotalvera e avviati poi per la strada che risale la Val Sarentina.

Giungerai, in mezz’oretta, alla rupe sovrastata dallo splendido Castel Róncolo, chiamato in tedesco Schloss Runkelstein.

È questo uno dei castelli più famosi dell’Alto Adige che, come sai, è fra le regioni più ricche di castelli.

La fama di Castel Róncolo, edificato dai Vanga, distrutto dai Conti di Tirolo e in seguito ricostruito, è dovuta specialmente alla serie di affreschi che ornano le sale, bellissimi affreschi rappresentanti varie scene della vita cavalleresca medioevale.

Tornando sui tuoi passi, poco prima di riprendere il Lungotalvera, incontrerai una strada che sale, a svolte, sui fianchi del Dosso, che domina Bolzano da nord-est.

Ti consiglio di percorrerla: è la bella Passeggiata Sant’ Osvaldo, che ti porterà sino a400 metridi altitudine, in vista di un grandioso panorama della città e, tutto intorno, sui più noti gruppi di monti.

Una diramazione della Passeggiata Sant’Osvaldo porta anche, fra vigneti, sino alla pittoresca Chiesa di Santa Maddalena, adorna all’esterno e all’interno, di begli affreschi del Trecento.

Il Lungotalvera Bolzano, che ci ha guidati, anzitempo, verso i dintorni della città, ci riconduce ora in un punto che è fra i più noti e frequentati di Bolzano: il Ponte Talvera, che, si può dire, separa la città vecchia dalla nuova. Subito al di là del ponte, ci accoglie solenne nella sue semplice grandiosità, il Monumento della Vittoria, eretto nel 1928 dall’ architetto Marcello Piacentini.

Le sculture che adornano il maestoso arco sono di insigni artisti come Wildt, Andreotti, Dazzi, Canonica. Particolarmente bella, sotto l’arco, la figura del Cristo risorto.

Lasciato alla nostra destra il Parco Petrarca, fresca macchia di verde fronteggiante il Lungotdlvera Gries, avviamoci, oltre il Monumento della Vittoria, giù per il modernissimo Corso della Libertà. Superata Piazza Mazzini, però, ecco che dopo un po’ giungiamo a

Gries, vecchio sobborgo di Bolzano, con caratteristici edifici fra cui troneggia, grandioso, sulla larga piazza principale, il celebre Monastero dei Benedettini.

Gries, per la sua posizione riparata dai venti ed esposta al sole, è assai frequentata dai Bolzanesi durante i mesi più rigidi.

Accanto al Monastero, visiteremo la Chiesa di Sant’Agostino, che ha grandi affreschi nella volta e nella cupola e, poco più avanti, per Via Kroller, anche l’antica Chiesa Parrocchiale gotica, in cui ammireremo lo stupendo altare in legno intagliato di Michele Pacher.