Architettura del giardino

Sono così tanti e diversi da poter riempire di colore e profumo un immenso giardino per un anno intero. Talmente belli da creare, da soli, un’atmosfera di magia. Facili al punto da fiorire in un qualsiasi contenitore improvvisato. E regalare un angolo di gioia alla casa.

Nella foto, cresciuti in bottiglie di plastica tagliate a metà e forate, i profumati giacinti e i ciuffi verdi dei narcisi creano composizioni raffinate dall’aria casuale. La semplice cassettina da lavoro in legno è perfetta per gli attrezzi da giardiniere necessari a curare i bulbi. Quasi tutte le varietà di tulipano, oltre 5.000, possono fiorire in contenitori da tenere in casa: quelle medio-­piccole sono più indicate allo scopo.

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All’ultima edizione di Floriade, in Olanda, qualcu­no ha messo i tulipani a testa in giù. Corolle dentro l’acqua e bulbi fuori dal vaso, da ammirare come fossero bouquet. Non ce n’era bisogno: sappiamo da tempo che i veri gioielli sono loro. I bulbi, ap­punto, piccoli, autonomi forzieri dall’apparenza po­co invitante, ma custodi di un tesoro. Così panciu­ti e ricchi di riserve da fiorire anche senza terra. Nel XVII secolo, la tulipomania portò nobili e contadini a investire cifre folli nell’acquisto di un bulbo. Al punto che nel ‘700, con l’evoluzione nel­la giacintomania, in Olanda un solo esemplare del­la nuova varietà Admiral Liefken fu addirittura ac­quistato per l’equivalente di 10.000 euro attuali. Oggi basta molto meno per procurarsi una mancia­ta di questi preziosi frutti della terra, ma la soddi­sfazione nell’accudirli e vederli crescere rimane gran­de. Questo è proprio il momento di godersene la fioritura, in giardino e anche in casa: tulipani, iris, giacinti, narcisi, muscari e allium più o meno pro­fumati, incandescenti di colore o nelle delicate tin­te pastello, giganti o non più alti di quattro centi­metri, rustici oppure delicati. Ce ne sono per tutti i gusti, eppure sempre più spesso vince la semplicità: i più amati sono i capolini un po’ selvatici, le corol­le davvero essenziali e i petali in tinta unita.

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Quando i bulbi primaverili sono in fiore, è tempo di mettere a dimora le bulbose estive e autunnali. I gladioli, le crocosmie, le gloriose e gli agapanti piantati adesso fioriranno alla fine di luglio. Le begonie tuberose, le dalie e le canne da fiore sbocceranno da agosto a ottobre. Colchici, crochi d’autunno e ciclamini di bosco schiuderanno le corolle ai primi freddi. Salvo poche eccezioni, è buona regola interrare i bulbi a una profondità pari a tre volte il loro diametro.

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Un esercizio rilassante anche se il tempo è sempre poco: basta un metro quadro dello spazio domestico allestito con aiuole immaginarie disegnate da vecchi mattoni. Qui fioriranno i bulbi messi a dimora in autunno in bottiglie di plastica e vaschette per ortaggi riciclate, abbandonati in balcone al freddo fino a primavera e portati in casa solo quando saranno in boccio. Al caldo, dopo pochi giorni si schiuderanno.

 

Giardini in miniatura

Una cassettina in legno riciclata può accogliere il mini-giardino di crocus, che sono fra i primi fiori a sbocciare. Stretti parenti dello zafferano, di cui hanno anche il tipico profumo, si possono scegliere in una delle loro svariate sfumature. Come tutte le bulbose cresciute in piccoli contenitori, dopo la fioritura vanno messe a dimora in piena terra.

 

Le bulbose primaverili devono buona par­te della loro popolarità alla facilità di col­tivazione. Solo due cose devono venir lo­ro garantite: il freddo e una “vecchiaia” tranquilla. Senza l’inverno i bulbi non fio­riscono: lo sa bene chi nelle regioni più calde li conserva in frigorifero fino a Na­tale, per poi interrarli. Il buon invecchia­

mento serve a nutrire bene il bulbo: le fo­glie non vanno recise dopo la fioritura, ma devono appassire naturalmente. Con que­sti presupposti, andranno avanti da soli per anni. E noi, forse, avremo il tempo di cer­carne di più curiosi. Per esempio da Flo­riana, il vivaio di Monte Porzio Catone con un infinito numero di varietà.

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