Progettare la quiete

    iso acustico0002Il soddisfacimento delle esigenze di benessere acustico all’interno degli edifici è legato a una serie di scelte di progetto. I prodotti e gli elementi impiegati per costruire case silenziose.
    L’efficienza di un prodotto edilizio si valuta i facendo riferimento oltre che alla risposta ai requisiti statici, termici, ottici, di tenuta all’aria e all’acqua e a tutto ciò che concorre alla qualità dell’oggetto edilizio, anche a quelli dell’isolamento dai rumori.
    Attualmente i problemi inerenti all’acustica hanno assunto un grande rilievo, perché sono entrati a fare parte della vita di tutti e a ogni livello, sia per esempio per coloro che amano ascoltare la musica, sia per le persone desiderose di quiete; in particolare la difesa dal rumore è un aspetto particolarmente importante, considerato che questo fattore è una delle cause di disturbo più lamentate fra quante affliggono le persone.
    Affrontare un problema d’inquinamento acustico impone l’approfondimento di ogni suo aspetto: dalle caratteristiche delle sorgenti sonore, alle modalità di propagazione del suono, dalle caratteristiche delle strutture delimitanti un ambiente, alle modalità di trasmissione del rumore.
    Il raggiungimento di condizioni adatte al soddisfacimento delle esigenze di benessere acustico all’interno degli edifici è collegato con una serie di scelte di progetto che coinvolgono sia le tecnologie da utilizzare, sia le caratteristiche tipologiche connesse con i diversi livelli di aggregazione dell’involucro edilizio.
    In riferimento ai materiali, ai prodotti edilizi e ai componenti impiegati per realizzare gli elementi costruttivi, è evidente che determinati livelli prestazionali relativi all’isolamento acustico e all’assorbimento di energia possono essere raggiunti organizzando l’involucro edilizio, ma anche i solai, con strati ed elementi funzionali di vario genere.
    Le modalità di trasmissione del rumore Il ruolo degli elementi di partizione interni, tramezzi e solai, e delle pareti perimetrali verticali che delimitano gli ambienti abitati è di fondamentale importanza per controllare adeguatamente l’immissione in questi di suoni e rumori provenienti da sorgenti esterne o da sorgenti che operano in ambienti confinati.
    Considerato che la protezione dal rumore, e le con seguenti misure da prendere, è correlata alla trasmissione del rumore, è importante conoscerne le modalità, prima di affrontare un qualsiasi intervento.
    Una tipica modalità è rappresentata dal rumore che si trasmette per via aerea: il suono emesso dalla sorgente si propaga nell’aria fino a incontrare l’elemento di separazione tra i due ambienti che, entrando in vibrazione, invia energia sonora al ricettore.
    Con questa schematizzazione l’elemento di separazione si comporta come un mezzo passivo e quindi condiziona, attraverso le sue proprietà la trasmissione stessa permettendone il controllo. Quest’ultima dipende dal livello di potenza sonora emesso dalla sorgente.
    L’altra significativa modalità è legata al fatto che le sorgenti sonore, oltre a emettere onde sonore nell’aria, molto spesso trasmettono anche per “via solida” vibrazioni alle strutture dell’edificio. Si tratta dei suoni impattivi, che vengono generati dall’urto tra due corpi solidi di cui uno è l’elemento di separazione tra i due ambienti.
    In questo modo l’elemento di separazione sollecitato meccanicamente genera rumore verso il ricettore e quindi si comporta in modo attivo essendo esso stesso la sorgente di rumori. Questi dipendono dalla forza d’urto tra i corpi solidi.
    A differenza dei suoni trasmessi per via aerea, che generalmente interessano solo i locali adiacenti, i suoni impattivi possono raggiungere anche ambienti molto lontani. Questi fenomeni possono essere controllati solo interrompendo in modo opportuno il percorso delle vibrazioni.
    Per il miglioramento delle prestazione acustiche degli ambienti di vita e di lavoro, oltre agli aspetti legati alla conoscenza delle sorgenti sonore e alla modalità di trasmissione delle onde sonore, è opportuno anche il riferimento a due concetti di base: il fonoisolamento e il fonoassorbimento.
    Il primo riguarda la capacità di un sistema di impedire che l’energia sonora che colpisce una struttura secondo i principi regolati dalla legge della massa la attraversi e si propaghi al di là di essa; quindi, i materiali fonoisolanti riducono la possibilità di trasmissione dell’onda sonora attraverso un ostacolo, che supponiamo essere una parete di una stanza.
    Con gli interventi di fonoassorbimento, invece, si cerca di controllare, limitare o ridurre al minimo l’effetto dovuto alle riflessioni delle onde sonore, migliorando l’acustica interna dei locali.
    I materiali fonoassorbenti permettono di controllare i fenomeni di riverberazione e di concentrazione sonora all’interno dei locali; ogni materiale possiede un proprio coefficiente di assorbimento: quelli compatti e rigidi, che presentano una superficie liscia, sono riflettenti e di conseguenza è molto ridotta la quantità di energia acustica che può essere assorbita; viceversa, i materiali porosi a celle aperte, i materiali fibrosi e soffici assorbono una grande quantità di energia e ne riflettono una parte minima.

    Le soluzioni anti-rumore.
    Una corretta progettazione deve prevedere la scelta delle soluzioni tecnologiche più adeguate al fine del conseguimento delle prescrizioni di legge, soprattutto per evitare errori la cui correzione a posteriori non sempre risulta agevole e a costi contenuti.
    Per quanto riguarda i rumori aerei, un analogo, e talvolta migliore, comportamento delle strutture di massa elevata può essere ottenuto con partizioni leggere multistrato che devono, però, essere costruite così che ciascuno strato possa vibrare in modo più indipendente possibile dallo strato successivo (desolidarizzazione) e con l’intercapedine tra strato e strato che deve avere uno spessore sufficientemente elevato e che deve essere riempita con materiale fonoassorbente.
    È anche possibile utilizzare strati di materiali diversi, oppure uguali, ma di spessore differente, in modo tale da esaltare gli effetti di barriera acustica in una gamma maggiore di frequenze, mentre, in contemporanea, può essere evitato che i vari componenti abbiano una riduzione di isolamento acustico alle stesse frequenze di coincidenza.
    Un altro aspetto da tenere in considerazione è la presenza di partizioni eterogenee con scarso potere fonoisolante, per esempio, porte, finestre, fori per il passaggio di dotazioni tecnologico-impiantistiche: ai fini dell’isolamento acustico è inutile l’impiego di una partizione muraria dotata di elevate capacità fonoisolanti, se poi nella stessa si realizzano delle discontinuità.
    Come regola, quindi, è poco proficuo intervenire sul componente a maggiore isolamento acustico per migliorare le prestazioni complessive di una partizione, mentre, è certamente più vantaggioso agire sul componente acusticamente più debole, seppure di dimensioni relativamente più contenute.
    Per quanto riguarda l’isolamento dai rumori impattivi, la maggiore efficacia si ottiene con pavimenti galleggianti costituiti da un massetto su uno strato di materiale elastico, in grado di attenuare la trasmissione delle vibrazioni causate dall’energia meccanica da impatto: il principio è di svincolare la struttura portante vera e propria dal massetto sottopavimento.
    Considerando i solai esistenti, si può fare ricorso a controsoffitti, affidando parzialmente a questi il compito di soddisfare i requisiti richiesti dalla normativa.

    I materiali per la protezione dal rumore.
    La gamma di prodotti disponibili sul mercato per regolare i meccanismi di propagazione del suono è alquanto articolata ed è tale da soddisfare qualsiasi esigenza applicativa e di destinazione d’uso.
    Per ottenere buone prestazioni acustiche anche in presenza di sistemi leggeri o per incrementare il potere fonoisolante di strutture già esistenti, la soluzione più ricorrente è costituita dalle pareti doppie o a più strati.
    Per questo si fa ricorso a contropareti di cartongesso con accoppiato uno strato di fibra di vetro con uno spessore di almeno 5 cm; per aumentare il potere fonoisolante si può inserire nelle intercapedini un materiale molto poroso come la fibra di vetro o di roccia.
    I pannelli in fibra di legno mineralizzata, preaccoppiati con fibra di vetro costituiscono una valida alternativa al cartongesso. È possibile anche utilizzare la fibra di cellulosa, spruzzandola direttamente sulle pareti, con uno spessore compreso fra uno e due centimetri.
    La scelta del materiale è importante, ma questo non basta per raggiungere l’obiettivo finale, perché anche la messa in opera ha il suo peso: il cartongesso, per esempio, per svolgere la sua funzione non deve essere collegato rigidamente al muro retrostante, sono quindi da evitare tasselli e chiodi, né essere in contatto con il pavimento oppure il soffitto.
    Lo strato di cartongesso deve essere completamente desolidarizzato dalle altre strutture. Risulta, invece, meno agevole l’intervento a soffitto: in tale posizione, infatti, è sconsigliabile ricorrere al semplice incollaggio dell’elemento, ma è sempre opportuno impiegare anche un sostegno di tipo meccanico.
    Fino a questo punto è stato trattato il rumore aereo, ma come è stato detto in precedenza, esiste anche il rumore impattivo, che interessa soprattutto le superfici orizzontali: solai, pavimenti e anche coperture. La massa, a differenza del precedente caso, non costituisce un freno al propagarsi del rumore; sono altri i sistemi con i quali intervenire per avere successo.
    Uno di questi, forse anche l’unico possibile negli edifici già esistenti quando non si possa intervenire con una ristrutturazione più drastica, è la realizzazione di un pavimento con materiali morbidi, con effetto smorzante, come i rivestimenti di finitura tessili, come la moquette, oppure resilienti, come gomma e linoleum.
    La prerogativa di questi materiali è di assorbire e trasformare l’energia meccanica dell’urto in calore così che il solaio sottostante non riceva vibrazioni.
    Spesso si fa ricorso alla tecnica che prevede uno strato di desolidarizzazione del piano di calpestio rispetto alla struttura orizzontale su cui questo è appoggiata. Questo strato realizza una separazione tra la soletta portante e il pavimento calpestabile e crea un sistema oscillante che assorbe l’energia d’urto.
    I materiali utilizzabili vanno dalle gomme, generalmente fornite in rotoli da stendere prima della realizzazione del massetto di pavimentazione, al polietilene espanso a celle chiuse, sempre disponibile in fogli arrotolati, fino ad arrivare ai prodotti multiaccoppiati in grado di svolgere, per esempio, funzioni di riflessione della radiazione termica.
    L’attenuazione offerta da questo sistema dipende principalmente dal peso del massetto ripartitore e dalle caratteristiche elastiche del materiale flessibile: quanto più è elevato il peso del massetto ripartitore e quanto più è elastico il materiale flessibile, tanto migliore saranno le prestazioni offerte dal sistema.
    Il mercato offre anche adesivi per ceramica con buone caratteristiche acustiche, perché in grado di realizzare al di sotto delle piastrelle uno strato elastico smorzato, capace di attenuare i rumori.
    Varie possibilità si offrono nel campo dell’isolamento mediante controsoffitti appesi grazie a un’orditura metallica di supporto. Tra le tipologie più diffuse sono annoverate le lastre in gesso opportunamente forate, i pannelli in lana di legno mineralizzata oppure le soluzioni che abbinano un elemento di schermatura, per esempio in metallo microforato, a un materassino o un feltro in lana minerale, fibre poliestere o prodotti analoghi con specifica funzione fonoassorbente.
    È possibile fare affidamento su una vasta gamma di prodotti fonoassorbenti applicabili a vista in tutte quelle situazioni particolarmente complicate e in contesti applicativi in cui ciò risulti esteticamente compatibile.
    Il principio sfruttato è quello di aumentare il più possibile la superficie esposta del prodotto in modo da massimizzarne la capacità di assorbimento e dissipazione; l’obiettivo viene raggiunto con l’applicazione dei classici pannelli a taglio piramidale o simili, che in genere vengono realizzati con materiali espansi a base poliestere, poliuretanica oppure melamminica.

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