Il Centro Polifunzionale per Servizi per i comuni di Pessano con Bornago e Gorgonzola

    Il Centro Polifunzionale per Servizi per i comuni di Pessano con Bornago e Gorgonzola ha visto l’utilizzo di materiali semplici e durevoli e un clima di positiva collaborazione tra gli attori del lavoro. L’intervento, di dimensioni contenute a fronte di un lotto in proporzione molto più esteso, ha favorito l’ottimale articolazione delle aree di cantiere.

    Il Centro Polifunzionale per Servizi per i comuni di Pessano con Bornago e Gorgonzola (provincia di Milano), riuniti in Consorzio per la realizzazione dell’intervento, è stato realizzato per rispondere alle molteplici funzioni previste dalle diverse esigenze dei due enti: archivio comunale, officina per la manutenzione, ufficio ecologico, autorimesse per autobus e automezzi di servizio, tettoie per lo stoccaggio all’aperto di materiali, alloggio custode, servizi igienici, ecc. Oltre al criterio di economicità in fase di costruzione e gestione, durante il processo progettuale so-
    no state nettamente evidenziate le diverse funzioni,
    disposte in modo da garantirne la praticità e l’appropriatezza degli usi attuali e la possibilità di ampliare successivamente l’insediamento, per assecondare nuove necessità dei committenti, senza perdere in qualità architettonica e coerenza dell’insieme.

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    Il montaggio del rivestimento metallico
    La posa in opera del rivestimento in lamiera stirata in alluminio presente su parte delle facciate – che svolge anche un ruolo determinante nella definizione dell’immagine architettonica esterna – è stato affidato a Synthesis srl, azienda specializzata nel settore della fornitura e posa di involucri edilizi, sulla base di un progetto costruttivo redatto e seguito in cantiere da un consulente di fiducia, l’ing. Mario Farina, In prima istanza, è stato eseguito un rilievo dell’esistente in cantiere, allo scopo di ridefinire geometricamente, con un elevato livello di dettaglio, le superfici interessate dall’intervento. Su questa base, è stato impostato il casellario delle singole lamiere da installare, ognuna delle quali poteva necessitare di tagli su misura, La posa delle lamiere interessava anche parti di serramenti e aperture: è stato perciò istituito un coordinamento con i tecnici delle altre imprese coinvolte.
    La sottostruttura in tubolari d’acciaio zincato 40 x 40 mm, alcuni dei quali pressopiegati per seguire alla perfezione le forme irregolari previste dal progetto, è stata fissata alle strutture portanti in calcestruzzo armato mediante staffe in acciaio e tassellatura meccanica; la presenza di asole permesso di adeguare localmente i punti di fissaggio. Su questo reticolo regolare sono stati trapuntati i diversi elementi in lamiera stirata, tagliati in cantiere nelle dimensioni richieste partendo dai fogli da 1×1,75 m da avvitare sui telai mediante semplici viti autofilettanti. L’assemblaggio delle superfici di rivestimento è durato circa due mesi ed è stato realizzato operando mediante ponteggi tradizionali allestiti ad hoc.

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    Il progetto in sintesi
    Il progetto è stato predisposto dallo studio monzese Roccatelier Associati, coordinato dall’arch. Laura Rocca, dividendo perfettamente a metà, una per ogni amministrazione, l’area dell’insediamento. Un’immagine architettonica articolata e vivace, l’impiego identificabili e l’uso del colore per la caratterizzazione delle aperture conferiscono unitarietà e personalità all’intervento. L’area d’intervento è situata nella zona industriale posta a cavallo del confine amministrativo fra i territori dei due comuni. La zona occidentale del lotto è dedicata al Comune di Pessano con Bornago: l’archivio comunale si apre sul giardino, verso la strada d’accesso, attraverso la sala consultazione. È contornato sugli altri lati dagli spazi, coperti e chiusi, per le attività di manutenzione stradale e dal relativo blocco dei servizi: a nord è situata l’autorimessa a doppia altezza, predisposta per accogliere mezzi di dimensioni diverse (auto elettrica, trattore, roulotte della Protezione Civile) e per il futuro ampliamento. L’area a est è dedicata al Comune di Gorgonzola e comprende: rimessa per autobus esposta a sud, con spazio di manovra antistante; i locali per i servizi Ecologia e Manutenzione, ospitati in due fabbricati autonomi, con un piazzale centrale per le operazioni all’aperto; spazi per i servizi economali. L’abitazione del custode è collocata al livello superiore, dal quale può controllare l’intero insediamento, anche per garantire la privacy della famiglia. L’immagine architettonica dell’insediamento è caratterizzata da quinte e superfici in calcestruzzo armato dalla forma irregolare e inclinata, che assolvono diverse necessità: creare uno spazio non anonimo, rompendo la tipicamente rigida stereometricità dei volumi funzionali; angolare le tettoie, per favorire la penetrazione in profondità della luce e l’evacuazione rapida di eventuali fumi prodotti durante l’attività; rispettare le norme di areazione delle rimesse, proteggendo queste ultime dalle potenziali intrusioni mediante l’impiego di pannelli in lamiera di alluminio stirata il cui disegno si estende anche al parziale rivestimento esterno dei setti in cls. Lo stesso muro di divisione che separa le due proprietà, giacente lungo il confine amministrativo fra i comuni, è stato dinamizzato mediante forme e tagli obliqui e asimmetrici, disegnati per riprendere il profilo dei pannelli metallici. Parimenti, l’impiego di cancelli trasparenti e traspiranti per le autorimesse e di serramenti e portoni colorati conferiscono all’intervento un doppio livello di lettura: le massive superfici in conglomerato sono alleggerite dalla fitta maglia traforata dei pannelli metallici, mentre i riquadri con caratterizzazione cromatica spiccano sul grigio di fondo dell’involucro, completamente circondato dal giardino.

    «Per la realizzazione degli elementi in calcestruzzo a vista sono stati utilizzati dei casseri Interfama di proprietà dell’impresa, con interposte fodere piallate da 22 mm appositamente acquistate; il disarmo delle casseforme è stato aiutato da additivi specifici, sia per ottenere una buona finitura della superficie esterna, sia per poter riutilizzare più volte le fodere».
    L’assemblaggio delle superfici di rivestimento è durato circa due mesi ed è stato realizzato operando mediante ponteggi tradizionali allestiti ad hoc.
    La sottostruttura in tubolari d’acciaio zincato è stata fissata alle strutture portanti in calcestruzzo armato mediante staffe in acciaio e tassellatura meccanica.
    La posa delle lamiere interessava anche parti di serramenti e aperture: è stato perciò istituito un coordinamento con i tecnici delle altre imprese coinvolte.

    La lamiera stirata in alluminio
    La lamiera stirata è ottenuta mediante operazioni di incisione e stampaggio effettuate a freddo su rotoli o fogli utilizzando coltelli di sagoma diversa (forma, dimensioni e altezza) a seconda dell’effetto che si vuole ottenere, in modo da produrre un semilavorato che presenta una struttura continua, senza giunzioni. Il risultato sono lamiere prodotte nei materiali fra i più diversi (acciaio al carbonio, acciaio al carbonio zincato, acciaio inox, alluminio, rame, ottone, titanio, altre leghe metalliche e anche materiali non metallici), con forature della dimensione minima dai 100 micron, per la filtrazione, fino ai grigliati con portate strutturali spessi fino a 50 mm.
    Disponibili in bobine e fogli in misure e spessori commerciali, le lamiere stirate sono indemagliabili e, al contrario di quelle forate, non presentano scarti di lavorazione in fase di produzione. A richiesta, il produttore può effettuare il taglio nelle dimensioni richieste e altre lavorazioni che interessano sia la conformazione finale come piegatura, imbutitura, calandratura nervatura, plissettatura e spianamento, sia le lavorazioni di dettaglio quali risbordatura, taglio al plasma, grecatura, ecc.. La scelta della maglia è strettamente legata all’applicazione a cui il materiale è destinato: il prodotto impiegato nel cantiere del Centro consortile è la lamiera stirata anodizzata colore naturale modello Ambasciata, della linea Pro Tech di Fils, società del Gruppo Longhi. Trasparente all’aria e alla luce (dimensione passo 110×40 mm; 16% di vuoto frontale; spessore pannello finale 18 mm), la lamiera in alluminio è stata preferita per la leggerezza (spessore 1,5 mm, peso 3,6 kg/mq) unita all’elevata resistenza antieffrazione e per l’inattaccabilità agli agenti atmosferici e alle sostanze contenute nei gas di scarico degli automezzi. L’assenza di ulteriori lavorazioni e la riciclabilità del materiale base assicurano la massima compatibilità ambientale della soluzione di rivestimento.

    Il rivestimento In lamiera stirata in alluminio anodizzato è sostenuto da montanti impostati a distanza di 1 m ed è fissato ogni 40 cm con viti autofilettanti.

    «Per quanto caratterizzato da un’immagine decisa sotto il profilo architettonico, il progetto non ha presentato particolari difficoltà in fase di realizzazione. Purtroppo, nella maggior parte dei casi, in un appalto pubblico la reale complessità consiste nel far tornare i conti: spesso, le amministrazioni sottovalutano questo aspetto, in particolare per quanto riguarda le differenze di prezzi che intercorrono fra l’approvazione del progetto e l’effettiva apertura del cantiere. Fortunatamente, in questo caso, abbiamo riscontrato nella Direzione Lavori la giusta sensibilità anche rispetto a questo tipo di problematiche».
    Gianfranco Alianti, titolare dell’impresa G.Edil

    Tecnologie e materiali
    L’intera struttura di fondazione è composta da plinti e travi rovesce gettati in opera; la maggior parte delle strutture portanti in elevazione sono realizzate in calcestruzzo armato gettato e predalles per i solai. Nel caso dell’archivio comunale (Pessano c B.) pilastri, travi e pannelli di tamponamento sono in conglomerato cementizio prefabbricato. Per la copertura dei più ampi volumi della rimessa dei bus del Comune di Gorgonzola sono stati utilizzati sistemi portanti prefabbricati in calcestruzzo armato: tegoli in calcestruzzo precompresso portati da travi prefabbricate lunghe poco meno di 30 metri, che si appoggiano sui setti laterali in opera, spessi 35 cm. Solo le tettoie e le scale sono sostenute da telai in acciaio; in particolare, le tettoie dell’archivio sono sostenute da elementi della serie Upn 220 solidarizzati, mediante tiranti d’acciaio, alla struttura prefabbricata. Il rivestimento in lamiera stirata in alluminio anodizzato è sostenuto da montanti impostati a distanza di 1 m ed è fissato ogni 40 cm con viti; le parti a disegno triangolare sporgenti rispetto ai paramenti murari sono controventate con cavi d’acciaio. Le pavimentazioni dei depositi sono realizzate con superficie in cemento trattato con vernice epossidica bicomponente. I serramenti sono tutti in alluminio a taglio termico con profili complanari, vetrate di sicurezza antisfondamento, aperture a battente e a vasistas, di colore rosso scuro, celeste e grigio; portoni e serrande sono di colore grigio, blu e giallo, completamente motorizzati. I sistemi di impermeabilizzazione utilizzati sono diversi a seconda dei corpi di fabbrica:
    – la residenza con ufficio del custode e la sala consultazione dell’archivio comunale sono protetti con pannelli metallici in acciaio zincato preverniciato spess. 6/10 precoibentati con strato in fibra naturale a elevata densità 80/100 kg/cmc, orientato ad angolo retto rispetto al piano delle lamiere;
    – la quasi totalità dei manti di copertura è ricoperta da fogli di lamiera in acciaio zincato preverniciato spessore 8/10;
    – fanno eccezione le coperture piane non praticabili dei corpi dedicati alla manutenzione (Gorgonzola) e dell’archivio, realizzate in guaine bituminose con superficie superiore ardesiata.
    – il terrazzo praticabile dell’alloggio del custode è pavimentato con lastre in gres porcellanato antisdrucciolo.
    Per i rivestimenti esterni dell’alloggio del custode, la finitura è con un classico intonaco civile tinteggiato; la sola camera dei figli è ulteriormente rivestita con pannelli di lamiera coibentati. Laddove non sono presenti muri in calcestruzzo facciavista, le superfici di tamponamento sono celate da una controparete in blocchetti di cls. prefabbricato, con faccia impermeabile rivolta verso l’esterno.

    Un cantiere tranquillo
    La commessa è stata aggiudicata mediante una normale gara, vinta dall’impresa G.Edil srl sulla base di un ribasso di circa il 12% rispetto all’importo a base d’appalto. Per quanto l’intervento fosse di dimensioni contenute a fronte di un lotto in proporzione molto più esteso nella fase iniziale l’impresa ha proposto alcune modifiche al cronoprogramma delle opere, per renderlo più rispondente alle proprie esigenze tecnico-organizzative. Per servire entrambi i settori, subito divisi dal muro centrale di confine, il cantiere è stato organizzato predisponendo una fascia di servizio rivolta a sud, con ingresso veicolare principale situato in asse con il manufatto; la diramazione della corrente elettrica ha interessato due linee sospe- se a partire dal punto di consegna. L’accesso pedonale avveniva dal piccolo parcheggio laterale per le maestranze interno alla fascia di servizio, da cui si giungeva subito alle baracche di cantiere (ufficio, spogliatoio, deposito, servizio igienico); sull’altro lato rispetto alle baracche era situata l’area di stoccaggio e il deposito dei rifiuti con raccolta differenziata. Gli scavi sono stati realizzati con un escavatore Fiat Kobelco 215 preso a noleggio, accantonando il terreno sul lato di Pessano c. B. La gru (sbraccio 40 m, portata in punta 10 q.li) è stata posizionata sul lato di Gorgonzola, in modo da coprire al meglio la sagoma a terra degli edifici: è stata utilizzata per la movimentazione dei materiali e l’esecuzione delle gettate. Per la realizzazione degli elementi in calcestruzzo a vista sono stati utilizzati dei casseri Interfama di proprietà dell’impresa, con interposte fodere piallate da 22 mm appositamente acquistate; l’impianto di betonaggio era situato a circa 10 km dall’area d’intervento; il disarmo delle casseforme è stato aiutato da additivi specifici, sia per ottenere una buona finitura della superficie esterna, sia per poter riutilizzare più volte le fodere. I tempi si realizzazione sono stati decisamente contenuti: 300 giorni complessivi. Il cantiere si è svolto senza particolari problematiche, sulla base di una programmazione attenta delle fasi che ha permesso, a completamento delle strutture da gettare in opera, di poter procedere rapidamente con l’installazione degli elementi strutturali prefabbricati, tutti montati nell’arco di due settimane. La precisione nell’esecuzione delle opere bagnate è stata determinante per consentire la corretta posa dei prefabbricati più ingombranti, che disponevano di superfici d’appoggio ridotte. L’adozione dei prefabbricati ha ridotto non solo i tempi di costruzione, ma ha anche permesso una riduzione dei ponteggi da installare. Mediamente, in cantiere erano presenti 7 unità dell’impresa principale, compreso il tecnico di cantiere, più il personale dei subappaltatori e dei fornitori specializzati. Il montaggio delle travi è stato effettuato mediante autogrù appositamente noleggiate. L’ufficio della Direzione Lavori è stato strutturato con la partecipazione di tutti i progettisti, nel ruolo di direttori operativi: la presenza in loco dei tecnici della committenza era perciò costante, con riunioni di programmazione fissate normalmente con cadenza settimanale.

    «I nostri lavori nascono innanzitutto da un’attenta analisi delle richieste e dei desideri del committente, ma non limitiamo l’attività professionale allo studio. Ogni nostra realizzazione viene sempre seguita direttamente in cantiere, attraverso un dialogo costante e una stretta collaborazione con l’impresa, valutando le soluzioni alternative proposte rispetto a quanto previsto in origine, allo scopo di migliorare l’opera in realizzazione. Un clima di positiva collaborazione in cantiere si traduce sempre in un’opera ben realizzata, capace di soddisfare tutti gli attori del processo costruttivo».

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