Domotica

    Un aiuto in questa direzione può venire proprio dallo studio che abbiamo sinteticamente presentato. Dalla ricerca, infatti, emergono tre precise indicazioni.
    In primo luogo, il forte interesse alla personalizzazione di qualunque sistema di automazione. La gran parte degli intervistati rifiuta sistemi rigidi che prevedono una serie di funzioni, vuole invece selezionare e utilizzare solo le funzioni di proprio interesse, modificandole nel tempo. In secondo luogo, il tema della sicurezza emerge come di particolare interesse in tutti e tre i Paesi in cui sono state realizzate le indagini. Infine, la gestione del comfort ambientale costituisce un campo molto interessante anche nella prospettiva di ottenere possibili risparmi nei consumi domestici.
    Quella che stiamo vivendo è una fase storica nella quale, grazie al crescente peso delle tecnologie informatiche e telematiche negli ambienti di lavoro, alla diffusione di Internet, alla crescita della formazione tecnologica offerta dalle strutture scolastiche che ha coinvolto le nuove generazioni, è possibile puntare a una effettiva diffusione dei sistemi di automazione domestica.
    Per realizzare questo obiettivo occorre però abbandonare vecchi concetti tecnici, varare nuovi metodi di comunicazione con i potenziali clienti, riscoprire l’importanza dell’uomo e dei suoi bisogni e mettere questo interesse al centro di ogni progetto.
    Occorre in altre parole abbandonare l’esaltazione tecnologica per, al contrario, umanizzare le soluzioni: un’automazione “nascosta” che possa essere utilizzata molto facilmente e che non presenti in alcun modo caratteristiche invasive dell’ambiente domestico.
    È questa una via molto importante che permetterà alla domotica di interloquire con il grande pubblico e suscitarne l’interesse.
    Nell’ambito dei sistemi di automazione degli edifici, uno dei temi di maggiore interesse è rappresentato dalla potenzialità di diffusione della domotica nel nuovo mercato immobiliare (dismissioni statali, fondi di investimento, spin off, ecc.).
    Proprio su questo tema il Politecnico di Milano, ha di recente svolto una ricerca per verificare prospettive e potenzialità della tecnologia dei sistemi di automazione per gli edifici costituenti patrimoni immobiliari.
    Il dato più evidente emerso dalla ricerca è l’interesse degli operatori, specie di quelli attivi nell’asset management, verso i sistemi di automazione. La presenza di apparati tecnologici all’interno degli immobili, può significare un fattore certamente positivo per lo svolgimento delle proprie attività: per il facility manager, infatti, è fondamentale l’adozione di sistemi che possano garantire un elevato livello di comfort agli occupanti e che, al contempo, possano interfacciarsi con il sistema operativo di gestione per la produzione di report puntuali necessari a dare evidenza del proprio operato.
    Una gestione degli immobili che possa contare su una serie di input trasparenti e inequivocabili può risultare di grande ausilio per le attività amministrative che riguardano un patrimonio. La tecnologia domotica, inoltre, potrebbe consentire strategie oculate volte a un effettivo risparmio in diversi settori. Sia gli investitori che gli sviluppatori percepiscono la presenza tecnologica negli immobili quale garanzia di un maggior ritorno sull’investimento.
    D’altro canto questi professionisti hanno spesso a che fare con operatori internazionali di alto profilo che richiedono edifici tecnologicamente evoluti in grado di soddisfare elevate esigenze di comfort e risparmio energetico.
    In un contesto di competitività globale come quello odierno, infatti, le applicazioni di automazione negli edifici divengono ormai delle condizioni necessarie e irrinunciabili. Generalizzando si potrebbe dire che l’appetibilità di un immobile è oggi direttamente proporzionale alla presenza di sistemi tecnologici al proprio interno.
    In tal senso basti pensare a particolari tipologie come gli uffici, i centri commerciali o le strutture alberghiere, ma non va sottovalutato il fato che le recenti applicazioni della domotica anche al segmento residenziale stanno generando un interesse significativo.

    Domanda confusa, offerta poco efficace

    Ciò che accomuna i diversi operatori del mercato immobiliare – facility, property e asset management – è un livello di conoscenza del mercato e delle applicazioni di automazione ancora ridotto. Anche se la maggioranza dichiara una conoscenza buona o addirittura ottima dei sistemi di automazione per edifici, occorre rilevare che i professionisti della gestione immobiliare dedicano a questo settore risorse ancora ridotte: scarse le strutture che adottano precise procedure per la selezione dei fornitori, e in particolare nessuna ha al proprio interno una sezione dedicata all’adozione di sistemi domotici. Ciò che ne deriva è un approccio che si potrebbe definire di tipo artigianale, sporadico, non pianificato, giacché molto spesso la scelta del fornitore non avviene mediante una selezione sistematica basata su precise procedure aziendali

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    Malgrado ciò, occorre rilevare che la tendenza in atto lascia tuttavia presagire uno sviluppo imminente causato sia dalla difficile contingenza economico/finanziaria, sia dal naturale sviluppo del mercato immobiliare italiano, che conta attualmente una presenza sempre maggiore di professionisti internazionali portatori attivi di nuove prassi e metodologie. Un edificio risulta oggi tanto più appetibile quanto più è predisposto ad accogliere sistemi di automazione al proprio interno: ad esempio, l’altezza dei locali è un elemento di valutazione tenuto sempre più in considerazione. Molti operatori di questo settore reclamano una sorta di incapacità da parte dell’offerta nel farsi conoscere. In effetti, la totalità degli operatori, in modo più o meno consapevole e pur riconoscendo pienamente l’utilità dei sistemi d’automazione per la gestione degli immobili, dimostra di non apprezzare le modalità adottate dall’offerta per proporre i propri prodotti. Pertanto vi è da parte degli operatori una richiesta di strumenti ed eventi concepiti ad hoc. Gli stessi operatori reclamano una mancanza di benchmark di riferimento che consenta loro di valutare al meglio e dunque di motivare, eventuali investimenti in sistemi domotici. Allo stesso modo molti operatori dell’immobiliare ritengono che l’offerta debba attivarsi per conoscere adeguatamente le tipologie e i contenuti dei capitolati. La maggioranza degli operatori del mercato immobiliare considera i costi dei sistemi di automazione per edifici ancora troppo elevati. Nello specifico, tale fattore viene inteso non come costo legato semplicemente all’acquisto degli apparati e alla loro installazione, ma come elemento connesso a un vero e proprio servizio di gestione (che comprende manutenzione, assistenza, conduzione, report, ecc.).

    Affidabilità al primo posto

    In relazione ai fattori che orientano le scelte dei fornitori di sistemi domotici, la componente ritenuta certamente più importante è l’affidabilità del prodotto, ossia l’affidabilità dei componenti tecnici che costituiscono il sistema (apparati) e del relativo servizio di gestione (manutenzione, assistenza, gestione). Rispetto a fattori pur ritenuti importanti quali le referenze aziendali o le caratteristiche societarie (fatturato, numero di immobili gestiti, presidio territoriale, ecc.), un riferimento capace di dare evidenza proprio del grado di affidabilità del sistema parrebbe dunque risultare particolarmente apprezzato. in tal senso questo dato potrebbe efficacemente essere rapportato al fattore costo oppure a particolari livelli di servizi presenti nei capitolati. Molto sentita anche la necessità di integrazione: gli operatori apprezzano pienamente le possibilità derivanti da sistemi integrati d’automazione rispetto a sistemi di tipo stand alone (proprietario). Non tutti i soggetti ritengono tuttavia necessaria l’adozione di applicazioni domotiche in grado di realizzare una completa integrazione tra gli apparati. A prescindere da problematiche connesse agli standard di comunicazione, la richiesta che parrebbe dunque scaturire è quella di sistemi flessibili ad architettura aperta, capaci di garantire un’integrazione anche parziale dei diversi sottosistemi senza per questo generare preclusioni rispetto a uno sviluppo che contempli la massima interoperabilità tra le apparecchiature in campo. Più in generale, gli operatori dichiarano una maggior propensione per applicazioni di automazione per quanto riguarda impianti di condizionamento/riscaldamento in grado di garantire maggior benessere all’interno degli immobili, e impianti antintrusione e antincendio.

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