La casa intelligente

A chi piace la casa intelligente?
Gli utenti dei Paesi più evoluti apprezzano spazi dotati di sistemi di controllo in grado di garantire maggiore comfort, e per gli operatori più tecnologia negli edifici equivale a maggiore garanzia di ritorno sull’investimento.
E’ stato recentemente ultimato uno studio che permette di fare efficientemente il punto sulle aspettative che le famiglie hanno, per quanto riguarda il loro habitat, nei confronti delle nuove tecnologie della domotica e dell’ home automation in genere. Condotto da un’organizzazione inglese nell’ambito di un più generale programma di ricerca finanziato dall’Unione europea, la realizzazione di questo studio ha tra l’altro permesso l’intervista di 900 gruppi familiari in tre Paesi europei: Germania, Gran Bretagna e Francia. Questo lavoro di ricerca ha fornito spunti per molte considerazioni di tipo qualitativo: occorre infatti considerare che il limitato numero degli intervistati e il fatto che i gruppi famigliari intervistati non costituissero in alcun modo un campione rappresentativo di qualche universo (classe socio-economica, classe d’età, di istruzione, ecc.) non permettono di arrivare ad alcuna conclusione di tipo quantitativo. Il primo elemento che emerge dallo studio è il forte rifiuto, espresso dalla larghissima parte degli intervistati, nei confronti della “casa automatizzata”, ovvero di un modello di ambiente ridondante di sistemi tecnologici. I timori manifestati dagli intervistati spaziano dalla convinzione che “l’uomo in un ambiente tecnologicamente iperdotato perde la propria iniziativa” al “pericolo di una vita eccessivamente meccanizzata”, fino al timore “di una perdita della dimensione personale e che ne possa derivare una sorta di dipendenza abnorme dalla tecnologia”. La casa automatizzata, ridondante di tecnologia viene percepita in sostanza come immagine negativa di un universo futuro da rifiutare: la tecnologia sommerge e opprime l’uomo che perde la sua indipendenza e umanità.
Agli intervistati è stato sottoposto un secondo modello-scenario, denominato “La casa intelligente”, che nella sostanza presenta caratteristiche tecnologiche del tutto analoghe alla casa automatizzata, ma che è stato presentato in maniera molto differente e senza enfatizzare la superdotazione tecnologica. Mentre nel confronto sul primo modello vi sono stati un netto rifiuto e critiche radicali, nel secondo caso la reazione degli intervistati è stata molto diversa: non solo una sostanziale condivisione del modello proposto, ma soprattutto sentimenti di attesa e speranza verso una sua effettiva possibilità di diffusione e quindi di utilizzazione. In definitiva, gli intervistati hanno percepito la casa intelligente come un ambiente in cui la tecnologia è al servizio dell’uomo e sottomessa ai suoi bisogni.
Una cultura da diffondere Dal confronto delle reazioni degli intervistati ai due modelli-scenari loro proposti possono derivare alcune riflessioni molto importanti per una effettiva diffusione della tecnologia dei sistemi di automazione nelle residenze. Nei progetti di domotica e più in generale nella fase preliminare di qualunque realizzazione (attività di marketing e commerciale), occorre che ‘uomo sia al centro dell’interesse abbandonando ogni impostazione tecnicistica. Occorre cioè evidenziare le funzioni-prestazioni rese possibili dalla tecnologia lasciando in secondo piano gli aspetti strumentali e tecnici. In questa prospettiva il ruolo dell’interfaccia tra l’uomo e il sistema di automazione diventa essenziale: oggi questo é certamente possibile attraverso sistemi vocali o semplici comandi all’infrarosso del tutto simili all’onnipresente telecomando della televisione.
L’attenzione dei produttori e dei progettisti o installatori di sistemi di automazione domestica deve invece soffermarsi sulle funzioni-pre- stazioni considerate più importanti e interessanti dai loro potenziali clienti, oltre che rendere sempre più semplici e amichevoli i sistemi di interfaccia uomo-macchina. Occorre riflettere come, non a caso, la vera diffusione di massa dei personal computer negli ambienti di lavoro sia avvenuta solo grazie a Windows, ovvero al sistema operativo con un’interfaccia estremamente amichevole e intuitiva che ha relegato in posizione defilata i concorrenti.

