La personalità di Yayoi Kusama

    Sono opere create “per dare pace alla mente” quelle di Yayoi Kusama, ultrasettantenne, la più famosa e travagliata delle artiste giapponesi, in mostra alla galleria Pièce Unique di Parigi. Kusama vive a Tokyo in un centro per persone con disturbi mentali, dove si è volontariamente ritirata negli Anni 70 e si cura con l’art therapy.
    Sopra, Heart di Yayoi Kusama, in mostra alla Galerie Pièce Unique di Parigi, galleria che rappresenta l’artista in Francia. Kusama è anche scrittrice e poetessa, una figura di culto per il mondo artistico giapponese, mentre la cultura occidentale vede in lei una precorritrice di temi legati alla body art e alla riflessione sul maschile e femminile nell’arte.
    “Tutta la mia arte nasce da allucinazioni e ossessioni che solo io posso vedere”, spiega Yayoi Kusama, per età ed esperienza, la più trasgressiva e vitale delle artiste giapponesi. Nel 1959, per sfuggire a una famiglia tradizionale e contraria alla sua carriera artistica, Kusama parte per New York, incoraggiata niente di meno che da Georgia O’Keeffe, altra figura di culto del pantheon femminile dell’arte.

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    A New York Kusama precorre mode e tempi ed è un punto di riferimento per artisti come Andy Warhol e Claes Oldenburg, una sorta di musa eccentrica e trasgressiva che prende temi ed energia creativa dalle zone oscure della psiche. Negli anni newyorchesi Kusama dipinge intricati e ripetitivi pattern, collage di piccole cose quotidiane tipiche dell’universo femminile, inventa soffici sculture di stoffa ricoperte di protuberanze falliche e di punti colorati, inquietanti come le immagini che occupano la sua mente, tra pop art e minimalismo, tra cultura libertaria e body art.
    Sono celebri i suoi happening, nuda a Central Park o a Wall Street, circondata da uomini e donne con i corpi rivestiti da ossessivi e colorati pois, performances di solito concluse dall’arrivo della polizia. Kusama diventa famosa prima all’estero e poi in Giappone: ma nonostante la fama (le sarà dedicata una retrospettiva nel 2004 nel neo-nato Mori Museum di Tokyo), rimane un personaggio misterioso e spiazzante che con l’arte trova serenità e sollievo.

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