La cittadina di Telluride, Colorado, è una stazione sciistica molto alla moda, costruita in stile vittoriano, con i tetti spioventi che assolvono a un doppio compito: uno puramente funzionale, l’altro come coerenza allo stile che la cittadina si è scelto fin dalla sua fondazione.
L’arrivo di John Pawson, uno dei massimi rappresentanti dell’architettura minimalista contemporanea, per la costruzione di una nuova casa aveva allarmato la parte più tradizionalista della cittadina, che temeva un intervento radicale dell’architetto. E invece, Pawson ha progettato e costruito una casa moderna e minimale rispettando lo “stile Telluride”. Accontentando, così, sia la sua cliente sia l’intera comunità di vacanzieri con casa in città.
Nelle foto, lo spazio aperto del living con il lungo piano in marmo di Carrara che funziona anche da top per un mobile attrezzato. Le scale portano al piano inferiore dove sono sistemati i bagni e le camere da letto.
“Ho pensato che sarebbe passata inosservata”, dice l’architetto John Pawson della villa di montagna che ha costruito a Telluride, Colorado, lo scorso anno come casa di villeggiatura per una sua cliente. “Dimentico sempre che il mio lavoro provoca certe reazioni”.
In realtà, l’esterno della casa non è così radicale come nell’originale progetto di Pawson. Grazie al tetto spiovente e all’utilizzo di materiali locali, infatti, la nuova residenza a due piani riesce a non distaccarsi troppo dalle architetture in stile vittoriano che la circondano.
“Pensavamo che questa piccola città di vacanze fosse aperta a qualcosa di diverso, mentre in realtà non lo era», ricorda Pawson. “All’inizio volevo un tetto piatto, ma le autorità locali hanno insistito per il tetto spiovente, costringendoci a conformarci alla tradizione del posto”.
All’interno, però, la casa è in puro stile Pawson. Le scale di cemento conducono al piano superiore, uno spazio spartano, pieno di luce, tutto marmi e cemento, caratteristica di tutta la produzione architettonica di Pawson, dal monastero cistercense nella Repubblica Ceca ai flagship store di Calvin Klein in Madison Avenue a New York. Ed era proprio questo che la cliente voleva: una casa alla John Pawson, in tutta la sua austera e gloriosa bellezza. L’edificio è molto più lungo delle case vicine.
Per approfittare della splendida luce e del magnifico panorama, la tradizionale collocazione degli ambienti è stata invertita, in modo che l’area soggiorno, sala da pranzo e cucina siano al piano superiore, mentre camere da letto e bagni a quello inferiore.
Col suo arredamento minimale e il tetto spiovente, la grande sala ha l’aria di un moderno granaio, e a certe ore del giorno, quando la luce penetra dalle finestre e dai lucernai, l’atmosfera ha un che di sacrale. La stanza è dominata da un piano di lavoro che si estende quasi da un capo all’altro. È un alternarsi di piani di marmo di Carrara e ante di lacca bianca, e serve da banco di lavoro multifunzionale, con ampi scomparti (per contenere di tutto: dagli oggetti per l’ufficio agli utensili per la cucina) nella parte inferiore, un acquaio e lucidi fornelli di ceramica nera in quella superiore.
Un elemento liscio e ininterrotto, nel puro stile Pawson, con la sua linea immacolata costellata solo da sottili comandi d’acciaio. “La cliente voleva che la casa fosse un piano aperto”, spiega l’architetto, “e la cucina ne è il fulcro. Mi piaceva tenere l’angolo cottura staccato dal muro, in modo che sembrasse più un mobile che una vera e propria cucina”.
Opposto al piano, dall’altra parte della stanza, c’è un ripiano basso e sospeso che, oltre a incorporare il camino (un semplicissimo buco nel muro) è un piano su cui sedersi e rilassarsi o su cui appoggiare oggetti. Le pareti bianche e i pavimenti di cemento grigio lucido contribuiscono a formare un’atmosfera calma e rilassata. I mobili necessari in uno spazio simile sono essenziali: un lungo tavolo di legno di pero con una sedia geometrica da una parte, e un semplice tavolino accanto a una comoda poltrona dall’altra.
Una piccola parete accanto alla scala nasconde un piccolo spazio appartato per il computer e la scrivania. Sul retro della casa, una fila di finestre a giorno si apre su un terrazzo dove un tavolo e alcune sedie offrono la perfetta ambientazione per barbecue e cene all’aperto. Al piano inferiore, le stanze da letto e i bagni offrono la stessa combinazione di materiali moderni in stile minimalista. “Appena si entra dalla porta di ingresso, ci si ritrova immersi in questo splendido spazio di luce”, dice Pawson con entusiasmo. “C’è una panchina di legno su cui sedersi per togliersi gli stivali pieni di neve mentre si ammira il panorama”.
A destra, la camera da letto principale ha una stanza annessa separata da una vetrata, illuminata posteriormente per creare un bagliore magico di notte. E anche il bagno è impreziosito da una serie di pezzi scultorei di eleganza classica. La vasca, come il lavandino, è costituita di spesse lastre di marmo di Carrara ed è profonda, di ispirazione giapponese, progettata per immergersi e sedersi piuttosto che per stare sdraiati.
Il secondo bagno, destinato a due delle camere per gli ospiti, è anch’esso arricchito da particolari, come il profondo lavandino rettangolare di pietra calcarea toscana. Per completare i lavori ci è voluto circa un anno e la cliente si dichiara entusiasta del risultato quanto Pawson stesso. “Mi immedesimo sempre nel mio progetto”, aggiunge l’architetto. “Immagino sempre che sarò io a viverci e lo creo per me”. Quanto alla reazione degli abitanti di Telluride, la questione è più controversa.
“Ci sono quelli che amano la costruzione, e altri che ne sono sorpresi”, dice Pawson. “Noi abbiamo seguito i principi dell’architettura vittoriana locale, anche se li abbiamo un po’ alterati qui e là. Il lavoro concluso, comunque, continua a stimolare un certo interesse”.
Ed è facile capire il perché.
