Da più di dieci anni, la galleria milanese di Monica De Cardenas è un punto di riferimento importante per l’arte contemporanea di matrice neofigurativa. Alle pareti, fotografie in bianco e nero dell’artista inglese Craigie Horsfield. Sono stampe tradizionali, in copia unica di grande formato. La galleria De Cardenas è a Milano, in via Vigano, www.artnet.
Gallerista per passione. Al punto che, per molto tempo, Monica De Cardenas ha fatto della galleria la propria casa, o viceversa. Una storia che ha inizio nel 1992. Quando la giovane italo-svizzera, con alle spalle studi di storia dell’arte a Zurigo e due anni di collaborazione con la galleria di Lia Rumma a Napoli, sbarca a Milano e acquista un bilocale vicino alla stazione Garibaldi. L’idea era quella di cercare lavoro in un museo, oppure aspettare che Lia Rumma si decidesse ad aprire uno spazio a Milano e lo affidasse a lei. Ma De Cardenas si guarda attorno nell’appartamento vuoto e pensa: perché non esporre qui? “La mattina avevo un po’ di tempo per sistemare tutto, di pomeriggio la casa apriva al pubblico. Una fatica… Però agli artisti, e anche ai visitatori, questa dimensione casalinga piaceva”. Oggi, De Cardenas non abita più tra i quadri in mostra. E la galleria, che è sempre allo stesso indirizzo ma ha raddoppiato la metratura, è diventata un riferimento nel panorama artistico milanese, specializzato in fotografia e neofigurativismo. “Il bello di questo lavoro è stare vicino agli artisti, crescere insieme”. Con alcuni, come Thomas Struth e Stephan Balkenhol, il legame è quasi viscerale, spiega De Cardenas. Lei li ha scoperti e lanciati. E loro hanno contribuito a fare il successo della galleria.


