Restauro di un immobile nel centro storico di Padova

Cenni storici
Il fabbricato oggetto di ristrutturazione è sito nel centro storico di Padova, in un’antica via della prima espansione della città verso sud.
Per l’attuale via passava l’antica strada romana chiamata via Annia, sulla qualche è in corso un importante progetto di recupero e valorizzazione del tracciato che collegava Aquileia, attraversando i territori di Padova Altino e Concordia, ad un capolinea meridionale che gli studiosi ancora discutono se individuare in Adria o Bologna. Giungendo a Padova da Adria o da Este, a seconda delle diverse ipotesi in discussione, l’Annia, dopo aver attraversato l’area di Prato della Valle, proseguiva in direzione del centro della città seguendo la direttrice, nota per il rinvenimento di sepolture preromane, che testimonierebbero l’esistenza di un tracciato stradale con lo stesso orientamento dell’Annia in un’epoca precedente la romanizzazione di Padova. La strada romana entrava in città superando, presso l’attuale chiesa di San Daniele, un ponte che attraversava un canale formatosi nel corso dell’evoluzione dell’ansa occidentale del Meduacus. Da qui doveva proseguire per l’attuale ponte delle Torricelle, a occidente e in parallelo al corso del Meduacus, mantenendo quindi un rapporto stretto in termini urbanistici con il fiume e con le attività commerciali che lo caratterizzavano. Sotto l’attuale via Roma , prosecuzione verso nord di via Umberto I, sono stati riconosciuti numerosi tratti della strada romana, sulla quale si affacciavano edifici di una certa importanza che dovevano in qualche modo correlarsi al fiume, forse anche con degli approdi.

cucina_piano_terzo
piano_mansarda_soggiorno_1

Il tessuto urbano di questa via, ricca di splendidi palazzi edificati in epoche diverse, ha una varietà di tipologie e caratteri stilistici che ne fanno quasi un “dizionario di architettura”.
Si tratta di una delle più eleganti vie di Padova, con i caratteristici portici sul lato destro della strada (partendo dal Ponte delle Torricelle) e bei palazzi come Casa Valmarana con un lato sul canale, casa Olzignani (1466) dell’architetto Pietro Lombardo che costituisce “uno dei più graziosi episodi di architettura padovana del quattrocento”. Percorrendola verso Prato della Valle troviamo sulla destra Via Rogati, dove nacque Andrea Palladio, come ricorda una lapide infissa nella casa al civico n. 8.
Il palazzo che più di tutto risalta alla vista è il Palazzo feudale Emo Capodilista (a destra), con merlatura e alta torre medioevale, una delle poche costruzioni duecentesche rimaste in città. Splendida la facciata romanica con una trifore balconata e lo scalone interno del XVII secolo. Nell’atrio del Palazzo è conservata la lapide funeraria di Tito Livio, morto a Padova nel 17 d.C., con un’epigrafe incisa su un grosso blocco di ruvida trachite euganea. All’interno del palazzo la sala decorata da Francesco Zugno. Si tratta di una delle numerose case torri, abitazioni tipiche delle famiglie nobili e che in centro storico erano assai numerose, come si può vedere nella celebre veduta della Padova medievale di Giusto de Menabuoi nella cappella Belludi della Basilica di Sant’Antonio. Di fronte al Palazzo c’è il casino Capodilista (1781), costruito su un progetto di G.B Novello.
Sul lato sinistro della strada si trova la Chiesa di S. Daniele, eretta in onore del martire padovano copatrono della città. Di fronte la casa Da Zara, un tempo della famiglia Beolco dove visse Angelo Beolco meglio noto come Ruzzante, commediografo padovano principe dei vernacolisti.
Percorrendo la via verso sud, subito dopo la Chiesa di S. Daniele, già si intravede lo spazio che si aprirà al Prato della Valle, una delle piazze più famose d’Italia e tra le più grandi d’Europa.
All’angolo tra la via Umberto I e la piazza, v’è Palazzo Angeli, dove visse Andrea Memmo, Provveditore della Serenissima, ideatore del risanamento, trasformazione e riutilizzo del Prato della Valle che, nel ‘700, era ancora una zona paludosa e maleodorante con i resti dell’antico Teatro Romano.
A Palazzo Angeli, oggi, è ospitata una delle più interessanti e curiose esposizioni museali della città, una collezione unica al mondo per qualità e quantità di “lanterne magiche”: il Museo del Precinema Minici-Zotti.

PIANTA PRIMO_SOGGIORNO_2
PIANTA SECONDO CAMERA_4

Analisi dell’edificio
L’edificio oggetto dell’intervento era già presente nella piante del Valle del 1784, occupando la larghezza di un arco di portico come l’attuale, allungandosi verso ovest con analogo impianto di fabbrica.
Dall’analisi della Pianta del Valle 1784 e dei Catasti Storici Napoleonico ed Austriaco successivi, del 1800, è emerso che il lotto del terreno di sedime dell’attuale edificio corrisponde al lotto originario della parcellizzazione, di origine gotica, del territorio urbano di Padova.
Risulta evidente l’ elevazione fronte strada, nel tipico occhio di portico padovano, con una edificazione accessoria nell’area retrostante l’edificio.
Nelle mappe austriache Catastali dell’Ottocento anche l’impianto generale con il pettine interno risulta già edificato.
Di semplice impianto tipologico e modesto prospetto, ha i muri di confine in comune ai due palazzi adiacenti; l’edificio si presenta al piano terra con un corridoio di innesto, verso un vano scala centrale che distribuisce nel verso est-ovest le due porzioni per piano. Si eleva per cinque piani fuori terra con l’ultimo solaio a livelli sfalsati e tetto a vista.
Si presenta strutturalmente con solai tutti di diverse altezze, da quella doppia sul portico, che include il piano terra sempre adibito a commercio, ed il mezzanino con finestra a est esterna sul portico stesso. Il fronte strada, pur se di impianto più antico, è chiaramente di rifacimento ottocentesco come si evince dal taglio delle forometrie, dai contorni e dai poggiolini esistenti.
Allo stato attuale, non risulta nessun documento presente in Comune di Padova che certifichi la presenza di Concessioni ad edificare o permessi di costruire che permettano di ricomporre in modo comparativo lo stato di fatto con le documentazioni presenti. Si è così dovuti risalire al catasto del 1940, nel quale è ben visibile la corrispondenza con l’attuale distribuzione interna dell’edificio e si può verificare come, già nelle planimetrie dell’epoca, l’edificio stesso si articoli in quattro livelli e un piano mansarda, che risulta accatastato come soffitta.

cucina_mansarda
Descrizione intervento
Il fabbricato, si sviluppa su 5 livelli e un piano interrato, tutto a destinazione residenziale ad eccezione del piano terra ove è presente una attività commerciale. L’edificio presenta due ingressi indipendenti, uno per l’attività commerciale e uno per le residenze.
Oggetto dell’ intervento sono i piani fuori terra residenziali.
Il progetto prevede la risistemazione interna del distributivo generale per quanto riguarda tre unità, ai piani 1-2-3, mentre l’intervento principale si è effettuato per l’unità 4, al piano mansarda. L’unità è stata oggetto di ridistribuzione tipologica e funzionale, di adeguamento impiantistico, e risulta di superficie adeguata (mq.45) ai parametri urbanistici del PRG ed alle norme tecniche di attuazione del Comune di Padova come unità residenziale.
L’ edificio appare nel complesso in discreto stato di conservazione e in particolare le strutture portanti si presentano in buono stato, quindi non saranno oggetto di intervento, i solai sono in legno controsoffittati in cannicciato, i setti murari portanti sono in mattoni pieni e i divisori in forati.

Il restauro ha compreso, nella parte interna del palazzetto, la riparazione o sostituzione delle finiture interne, riparazione o sostituzione delle pavimentazioni interne, riparazione o rifacimento degli intonaci, delle tinteggiature interne, dei rivestimenti, degli infissi e dei serramenti interni. Gli ambienti hanno visto la costruzione o modifica di arredi fissi e di piccole opere murarie, la sostituzione degli apparecchi sanitari, adeguamento e ammodernamento di impianti tecnici e tecnologici esistenti e l’installazione o spostamento di pareti mobili.

Le opere esterne dell’immobile hanno comportato la pulitura esterna, rifacimento degli intonaci, la riparazione o sostituzione delle finiture esterne, degli infissi e dei serramenti
esterni e la riparazione o sostituzione di grondaie e pluviali, canne fumarie.

Comments are closed.