FILOSOFIA PER UNA SCENOGRAFIA “HOME SWEET HOME” Il lusso non è sinonimo di classe: l’eleganza è lusso discreto. La richiesta era di realizzare un albergo lussuoso, ma di un lusso “diverso”, che si potesse immediatamente riconoscere come di fascia alta. Il top. A mio parere, il lusso consiste in un servizio talmente perfetto da passare inosservato. E’ il luogo che rende la gente elegante. Il lusso si riduce infatti al servizio che si offre alla clientela. Il resto non ha più grande importanza. Infine, il lusso sta nel fatto di sapere che ci si trova in un luogo ” d’élite”: un posto giusto, dove si viene rispettati. Qui tutto è basato su un gioco mentale, sull’utilizzo di segni e di un lessico familiare.

Il problema principale di un albergo così è infatti come trattare il tipo di persone che frequenta il casinò: immaginare un luogo che mantenesse vivo il tasso di adrenalina e che potesse stupire, affascinare, incuriosire subito per la filosofia distributiva e poi per il tono, lo stile, i colori, le fantasie, i motivi ornamentali. E’ un tentativo di approccio originale, per instaurare il miglior rapporto possibile con persone che non hanno l’hotel come meta, perché la meta è il casinò, ma solo come rifugio per disintossicarsi da una serata negativa, o un luogo intimo dove festeggiare e concludere una memorabile serata di giocate vincenti. Quindi lo studio della tipologia è stato fondamentale e l’idea che ritengo forte e vincente è proprio quella che, modificando la classica pianta-tipo e “aprendosi” con un insolito movimento a prospettiva, dà già un impatto nuovo e diverso a chi entra nelle suites. Ritengo che si debba creare una reale vibrazione nell’aria attraverso la luce, il suono, i colori: le persone si sposteranno nell’albergo in modo diverso, perché la sola atmosfera che ci sarà nell’ambiente li porterà a camminare, a muoversi, a parlare e agire in totale libertà e senza inibizioni.

L’idea da sviluppare è di farne un luogo molto intimo, che assomigli più a una “maison” che ad un albergo . Un ambiente dal lusso discreto, un ambiente di classe, che esternerà ricchezza ed eleganza: quindi ampi spazi, colori soft, caldi e intimi. Questo “taglio” di alloggi, con un calibrato e sobrio arredamento neoclassico, con l’uso del legno per boiserie e accessori, con accostamenti di tessuti e tendaggi in toni caldi e con un sistema di illuminazione per punti-luce che accompagnino la disposizione degli arredi fissi e mobili, di per sé raggiungerebbe lo scopo e farebbe dell’hotel un ambiente confortevole, elegante ed accogliente dove, come ho già spiegato, il cliente si sente al centro dell’attenzione ma in una atmosfera dove il lusso discreto diventa discrezione del servizio, alla consapevolezza di sé che porta il cliente a sentirsi unico. L’importante, almeno così mi sembra, è anche di rassicurare dando alle persone un’idea di intimità, e poi insieme a questo si dovrà studiare il mix di ornamenti e accessori e finiture e materiali che faranno delle suites un ambiente confortevole e personale: quasi un “focolare”. A questo scopo, le junior suites sono state studiate in modo tale che il fulcro fosse costituito dal letto, semi – incassato nella parete. Nelle suites invece si è sviluppata l’idea fisica del “focolare” integrando grandi camini funzionanti.


I corridoi sono infine un ultimo elemento sul quale si vuole intervenire perché si sono creati dei movimenti negli ingressi delle suites originali e tali che visivamente, la prospettiva di chi imbocca il corridoio non è statica e monotona ma varia, anche con il gioco di controsoffitti. Pavimentazione di moquette, silenziosa e confortevole. Eleganza e sobrietà, ma anche verve e sorpresa, elementi non antitetici ma mescolati in un cocktail che dovrà rendere un soggiorno all’hotel Mulino piacevole e memorabile. Un luogo dove ritornare sempre volentieri.