Il salone in giardino

    Sotto il sole cocente delle isole, apparentemente tutto riposa. Ma in Sicilia ogni abitazione nasconde una sorpresa: un angolo di frescura, un cortiletto ingioiellato da una miriade di vasi e aiuole i cui fiori parlano di semplicità. Il cancello aperto può essere un invito alla socialità e al convivio, perché oltre quella soglia, tra vecchi muri in pietra, si apre un salotto all’ombra di una pergola.

    Un limone in vaso, rigoglioso di fiori e frutti, profuma l’ingresso al giardino. Sotto, il geranio imperiale, grazioso e scenografico, non ha bisogno di particolari attenzioni. Le rosse pennellate della bougainvillea danno il benvenuto agli amici. Oltre il cancello un limone frondoso si lascia accarezzare dalle foglie a spada del Phormium e, sullo scalino, piccoli cactus si mescolano in armonioso disordine a piantine verdi e alle sfumature arancioni dei teneri fiori dell’impatiens. Queste essenze così diverse sono tutte accomunate dall’essere facili da curare.

    Il lato più soleggiato del cortile: nasturzi e bougainvillea sul muro; gerani imperiali, margherite e mesembriantemi nei vasi sul gradino. Nell’aiuola un tocco tropicale con le grandi foglie di alocasia e con la rampicante monstera.

    Nell’intimità di questo salotto verde, tutto ha un’anima. Il giardino racconta: parla dei Mori e delle loro leggendarie oasi e svela un’atmosfera magica che non è solamente un puro fatto estetico. Ogni cosa qui ha il sapore del vissuto. I fiori secchi del­la bougainvillea, come fossero carta velina, corrono sul pavimento in pietra mossi da un alito di vento: il loro fruscio è un invito a sedersi nel relax più assoluto. Non vanno spazzati, perché fanno parte della sensualità del luogo. Sui muretti che bordano le aiuole si rincorrono decine di vasi di terracotta: contenitori senza geometrie prestabilite che si impadroniscono dello spazio e girano, secondo le fioriture, da un lato all’altro del cor­tile. Le piante sono quelle di sempre, quasi tutti gera­ni e succulente, varietà semplici e generose che non si comprano, ma nascono da un pezzetto di ramo. Solo le impatiens, all’ombra, svelano una recente visita al vi­vaio. Nelle aiuole, oleandri e nasturzi, e familiari ac­centi tropicali, alocasia e monstera, piante d’apparta­mento che qui, all’aria aperta, si trasformano in albe­ri. Del resto, è questo il cuore della casa. E qui si vive più tempo possibile, almeno sei mesi all’anno.

    Nel verde come in salotto

    Come accade in un giardino a pochi passi dal mare, una collezione di succulente trasforma un anonimo muretto in un punto d’attrazione. Un sasso rotondo, che sembra bilanciare il vaso, diventa una inedita decorazione.  Un angolo in ombra è riservato alle piante che hanno fiorito in casa, per esempio i ciclamini, che ora si possono rimettere all’aperto; al centro, la rosa di foglie dell’Aeonium, in cima a un fusto nudo, può richiudersi come un carciofo per resistere alla siccità; curiosi accostamenti intorno a un orcio: graminacee spontanee, un Asparagus ricadente e maxifoglie di un Philodendron bipinnatifidum.IMMAGINE0002 IMMAGINE0003 IMMAGINE0001

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